Non poteva andare meglio all'Inter, in questo turno infrasettimanale: gara interna, sulla carta tra le più facili della stagione, con la possibilità di far tirare il fiato ai giocatori che hanno tirato la carretta, per averli al meglio contro la Roma. E lo Spezia - che ai tempi di Moratti, quando la Serie A non osavano neppure sognarla, era quasi una società satellite - non ha resistito più di tanto, anche perché Thiago Motta ha tenuto a riposo i titolari, per averli al meglio in casa col Sassuolo: nei nerazzurri c'era Gagliardini in mezzo al campo, per far rifiatare Barella (che fino a ieri era il terzo per minuti giocati in campionato, dietro Handanovic, unico sempre presente, e Skriniar) e il centrocampista cresciuto nell'Atalanta ha sbloccato il risultato al 36', con un bel destro di prima intenzione, sfruttando un cross basso di D'Ambrosio, rifinito di tacco da Lautaro Martinez. Che ha firmato il 2-0 su rigore, tolto allo specialista Calhanoglu, dopo aver rischiato l'espulsione, cavandosela con un giallo, al 44': Erlic lo spinge sulla trequarti, lui si rialza e va a cercarlo in area, per colpirlo con una spallata a palla lontana. Anche Dzeko si è riposato, entrando in campo solo a 16' dalla fine, al posto di Correa (che aveva preso la traversa sull'1-0). Non ha segnato il bosniaco, che fino a ieri era il miglior marcatore dei nerazzurri, insieme a Lautaro, ora salito a 8: l'ex romanista ne ha fatti 7 in 988', senza rigori. Quattro centri per Calhanoglu e Correa, 3 per Perisic, 2 per Skriniar e Dimarco (che ha pure sbagliato un rigore). Non c'era Bastoni ieri: niente di serio, solo una gastroenterite, sabato ci sarà.