Imprescindibile. Prima nei due anni con Paulo Fonseca, ora nella prima stagione con lo Special One. Il risultato è che, oggi, a Bologna, Jordan Veretout soffierà su cento candeline. Che corrispondono, in poco più di due stagioni, alle presenze messe insieme con la maglia della Roma. Settantacinque in campionato, ventuno in Europa, tre in coppa Italia, più appunto, oggi quella contro la squadra di Mihajolovic. Sperando, magari, di festeggiarla con un altro gol, come successo la passata stagione al Dall'Ara, in quella manita in un tempo che è ancora negli occhi di (quasi) tutti. Novantanove presenze totali e ventidue reti all'attivo, a conferma di un rendimento costante, solido e concreto, al punto che se ne sono accorti anche in Francia con tanto di convocazione per la nazionale allenata da Didier Deschamps, un'investitura che dice molto. Pure Mourinho non gli ha mai fatto mancare stima e sostegno. Lo ha fatto giocare titolare sempre in campionato a eccezione, ovviamente, di domenica scorsa contro il Torino quando il francese ha dovuto scontare il turno di squalifica arrivato per somma di ammonizioni. Pure in Europa solo in due occasioni è rimasto a guardare, in una, quella in Norvegia, dove se tornasse indietro probabilmente. Mou non lo lascerebbe a guardare. Difficile, comunque, che un allenatore rinunci a un giocatore come Veretout. Se non altro perché il ragazzo arrivato da Firenze, nella sua carriera ha dimostrato di poter essere buono in tutti i ruoli del centrocampo. Immaginate un reparto schierato a rombo: bene, il francese può fare il vertice basso, l'interno di destra e quello di sinistra, pure il trequartista dietro le punte con caratteristiche tipo alla Perrotta, figlie legittime di una capacità di inserimento che gli consente di avere anche una certa confidenza con la rete avversaria. Il centrale di centrocampo lo ha già fatto pure in questa stagione, nel momento in cui Cristante è stato costretto a fermarsi causa Covid (ieri finalmente negativizzato). Mourinho lo ha sistemato in mezzo al campo, Mkhitaryan a sinistra, Carles Perez a destra in un terzetto di centrocampisti sul quale, all'inizio di questa stagione, nessuno avrebbe scommesso un euro. Il tutto, peraltro, Veretout lo ha fatto senza mai dire una parola fuori posto. Quanti giocatori avete conosciuto che nel momento in cui un tecnico li sposta di dieci metri storcono la bocca? Un'infinità. Non è il caso del francese che dove lo metti sta e, quasi sempre, garantisce il suo rendimento. Contro il Bologna si riprenderà la sua maglia da titolare e si sistemerà in campo con la consueta disciplina e ubbidienza tattica che sono uno dei requisiti fondamentali per piacere a un allenatore, ancora di più a un tecnico come Mourinho. La sua posizione contro il Bologna molto dipenderà dall'eventuale ritorno in campo di Cristante. In ogni caso cambierà poco per il francese. Perché ha la qualità di mettere davanti il noi all'io. E questa Roma gli è entrata dentro, al punto che pochi giorni fa non ha avuto pudori a dichiarare, parlando di un suo possibile prolungamento contrattuale (quello in corso scadrà il trenta giugno del duemilaventiquattro), di sentirsi ormai un romanista. E, pure, di avere un sogno. Quello di vincere con la maglia giallorossa. Si cominci allora già da oggi a Bologna. Magari con il bis della passata stagione per festeggiare la centesima volta con la Roma.