Ha il bomber in crisi, il Torino: Andrea Belotti con l'ultimo gol ha raggiunto quota 100 (centri in serie A, in 256 partite), ma in questo campionato è fermo a 2, rendimento non all'altezza delle attese, per uno che da quando è in granata è sempre andato in doppia cifra (l'ultima volta in cui non ci riuscì fu nel 2014-15, con il Palermo, 6 gol giocando tutte e 38 le partite di campionato: ad agosto lo cedettero a Cairo per 7,5 milioni di euro, convinti che per un centravanti di 1,81 fosse un buon prezzo). Ma quest'anno l'attaccante della Nazionale ha dovuto fare i conti con un brutto ematoma (si era parlato di un'infrazione al perone, ipotesi smentita dal direttore sportivo Vagnati) che gli ha fatto saltare 5 partite a settembre, in una stagione per lui delicata: a dicembre farà 28 anni, a giugno scadrà il suo contratto col Toro, che non lo volle vendere dopo i 26 gol del 2018, e ora rischia di perderlo a parametro zero (il rinnovo sembra molto difficile, anche se non è detta l'ultima parola, visto il forte legame del bomber bergamasco con il club, di cui ha iniziato a portare la fascia di capitano nel 2017). E così il miglior marcatore della squadra di Juric è Brekalo, arrivato in estate dal Wolfsburg: già 3 gol per il 23enne fantasista croato, segnati in sole 8 partite, con la non disprezzabile media di uno ogni 222'. A due gol, oltre a Belotti, ci sono Bremer, difensore che la butta dentro spesso e volentieri (10 centri in 77 partite di serie A), l'ex Juve Marko Pjaca, come al solito frenato da una serie di problemi fisici (fuori da metà settembre al 6 novembre, 7 presenze in tutto, di cui solo 2 da titolare), Tommaso Pobega (che si sta confermando dopo i 6 gol allo Spezia), e l'ex giallorosso Sanabria, che come sempre alterna buone giocate a lunghe pause (16 gol in 69 partite in A non sono molti per una prima punta). A un gol c'è Verdi, che ha appena 3 presenze, e salterà anche la gara di domani, come Ansaldi, Rodriguez e Mandragora, infortunato al menisco a ottobre contro il Napoli: al suo posto aveva esordito il 21enne ivoriano Ben Lhassine Kone, che il Toro aveva fatto venire da Roma nel 2017 (dalla Vigor Perconti). Milinkovic-Savic, promosso titolare dopo la risoluzione con Sirigu, è l'unico che ha giocato sempre, dopo di lui i più utilizzati sono Bremer, Lukic e Singo: quasi sparito Izzo, 3 presenze, appena 98'. Come a Udine dovrebbero giocare Praet e Brekalo alle spalle di Belotti, preferito a Sanabria, a destra tornerà Singo, il dubbio è a sinistra, tra Aina e Vojvoda.