Recuperi sì, varietà di soluzioni ancora no. La settimana che volge al termine col ritorno del campionato e l'impegno della Roma a Marassi contro il Genoa, restituisce a Mourinho tre pedine perse nel corso della sosta per le nazionali. Ma non ancora i lungodegenti. A meno di (improbabili) rientri dell'ultima ora, gli indisponibili per il match di Venezia saranno esattamente gli stessi che lo Special One sarà costretto a escludere dalla lista dei convocati per la gara di domani. Si tratta ancora una volta di Smalling, Viña e Calafiori. Fra i giocatori che ancora ieri si sono dedicati al lavoro individuale la perdurante presenza dell'inglese, le cui quotazioni erano segnalate in rialzo nei giorni scorsi, può essere attribuita a un pizzico di cautela in più del consueto. I suoi continui stop muscolari impongono prudenza; e il rientro-lampo di Kumbulla dopo il risentimento muscolare subito durante la sfida fra la sua Albania e l'Inghilterra fornisce l'alternativa al centro della difesa. Più complessa la questione sulla fascia sinistra: la simultanea assenza dei due esterni di ruolo può indurre Mou a confermare il modulo già scelto a Venezia, con una linea arretrata composta da tre uomini a protezione di Rui Patricio. Sicuri di una maglia da titolare gli stakanovisti Mancini e Ibanez, le opzioni per il posto in mezzo ai due centrali si riducono a Kumbulla o all'arretramento di Cristante.

Nel secondo caso ci sarebbe da trovare il partner di Veretout in mezzo al campo. Darboe, Diawara e Villar rappresentano le alternative di ruolo, sia pure con caratteristiche differenti e minore fisicità rispetto a Bryan. Ma il ragazzo passato dalla Primavera all'orbita di prima squadra sul finire della scorsa stagione ha mostrato di essere ancora un po' acerbo, alternando buone prestazioni ad altre meno convincenti. Mentre il guineano e lo spagnolo finora sono rimasti ai margini del progetto tecnico, sembra più per ragioni caratteriali che tecniche. Allora in una gara tanto delicata, contro una squadra in affanno in classifica e che ha appena ricevuto la scossa del cambio di allenatore, la soluzione può essere rappresentata da Pellegrini in cabina di regia. Il Capitano è rientrato in gruppo giovedì - pronto quindi per essere schierato dall'inizio - e garantisce qualità e dinamismo nella zona nevralgica del campo.

La sua eventuale disposizione qualche metro indietro rispetto alle abitudini spalancherebbe la strada a una formazione a decisa trazione anteriore. Con Karsdorp a destra, El Shaarawy appare il più indicato per la corsia opposta. In settimana è stato provato a sinistra anche Zaniolo, che avrebbe anche "gamba" per coprire l'intera fascia e arrivare sul fondo col piede più forte, ma né il giocatore né lo staff tecnico sono apparsi persuasi dall'esperimento. Peraltro già messo in scena nel finale della gara di Venezia con risultati poco confortanti. Più a suo agio nel ruolo il Faraone, come confermato anche nella recente intervista al sito del club: «Non è una vera e propria novità, l'ho già fatto in Nazionale. So che è uno sforzo fisico maggiore, ma non è un problema. Se il mister mi chiede di giocare lì ha la mia piena disponibilità». Il numero 92 su quel versante e Pelle a centrocampo, permetterebbero a Nicolò di giostrare alle spalle di Abraham partendo dalla posizione prediletta, che gli consente di accentrarsi e andare al tiro con maggiore facilità. Insieme a lui, in una posizione ibrida fra trequarti e attacco, l'altro ex di turno Shomurodov sembra favorito su Mkhitaryan.