Espulso. Fermato. Sospeso. Definitela come volete, ma il nome del vigile del fuoco Fabio Maresca della sezione di Napoli, dopo la rocambolesca direzione arbitrale della sfida tra Roma e Milan di domenica scorsa all'Olimpico, non c'è nelle designazioni arbitrali per il prossimo turno di campionato. In nessuna veste, in nessuna categoria. A casa. Chissà, visto il suo lavoro, e lo diciamo con il totale rispetto dei pompieri di tutto il mondo, magari sarà di turno per andare a spegnere un incendio o per recuperare un gattino su un tetto. Una sospensione, quella dell'arbitro campano, che si era intuita sin dalle primissime ore del dopo partita. Perché attraverso chi ha frequentazioni telefoniche con il designatore arbitrale Gianluca Rocchi (per quei pochi che non lo sapessero, sì è quello del tre a due subito dalla Roma di Garcia Torino, perché da queste parti non ci facciamo, nostro malgrado, mancare niente), era trapelata, netta e chiara, la fortissima irritazione del designatore per quello che aveva visto nei novanta minuti più recupero della partita dell'Olimpico. Irritazione che non si è attenuata neppure il giorno dopo quando, cioè, Rocchi ha deciso che sarebbe stato meglio concedere un po' di riposo obbligato al signor Maresca.

È stata tutta la direzione arbitrale del fischietto della sezione di Napoli a mandare di traverso la nottata di domenica scorsa al designatore. Che ha bocciato Maresca su tutta la linea. Un arbitro, peraltro, che secondo i bene informati di cose arbitrali, non convincerebbe troppo il designatore tanto è vero che aveva avuto parecchi dubbi prima di designarlo per la sfida tra giallorossi e rossoneri. Tre, soprattutto, sono state le situazioni che hanno mandato su tutte le furie Rocchi (consentiteci la battuta, tre come i gol della Juventus alla Roma di Garcia). La prima è relativa all'episodio che ha portato alla decisione di fischiare il calcio di rigore a favore del Milan dopo il contatto in area tra Ibanez e Ibrahimovic. Una scelta, quella di Maresca, che Rocchi ha considerato doppiamente sbagliata. Prima di tutto perché nel corso dei periodici incontri con i fischietti si era raccomandato (forse Maresca era al bagno) di non concedere i cosiddetti rigorini. In seconda battuta, poi, perché una volta richiamato dal Var (Mazzoleni, domenica prossima retrocesso in Serie B) ed essere andato a rivedere l'episodio al video, ha confermato la sua decisione pur a fronte del fatto che il rigorino era ancora di più di un rigorino, cioè non c'era proprio. Il secondo episodio è relativo all'espulsione del milanista Theo Hernandez. Rocchi ha ritenuto sbagliato il mancato intervento arbitrale, pochi attimi prima del fallo del francese su Lorenzo Pellegrini, sul (presunto) fallo di Felix nei confronti di Krunic. Secondo Rocchi l'azione doveva essere fermata in quel momento e, quindi, non ci sarebbe stato il secondo cartellino giallo a Hernandez, cosa che costringerà il Milan ad affrontare il derby senza il suo titolare della corsia sinistra. Dulcis in fundo, si fa per dire, il designatore arbitrale ha trovato scriteriata la gestione dei cartellini gialli. Ben undici quelli estratti dal vigile del fuoco di Napoli, quattro ai giallorossi (Zaniolo, Karsdorp, Mancini, Veretout), sette ai rossoneri (due a Hernandez, Ibrahimovic, Tomori, Calabria, Giroud, Kessie). E questa facilità alle ammonizioni è una delle cose che a Rocchi piace di meno di Maresca, soprattutto perché certifica l'incapacità di gestire una partita. Il risultato, come detto, è che Maresca rimarrà a casa. Domenica prossima sicuro, poi si vedrà. Dopo ci sarà la settimana di sosta, ma è possibile che la sospensione dell'arbitro napoletano possa protarsi fino al prossimo dicembre.

Alla Roma e ai suoi tifosi tutto questo di fatto cambia poco. Gli errori arbitrali in queste prime undici giornate ci sono stati e ripetuti, con la conseguenza di dover fare i conti con una certa penalizzazione in classifica. Lo ha detto la società lunedì sera scorso quando Tiago Pinto (su preciso input dei Friedkin) ha parlato ai microfoni di Sky delle perplessità (eufemismo) della società a proposito delle direzioni arbitrali ricevute. Lo ha fatto capire Josè Mourinho pur continuando a dire di non voler parlare di arbitri, cosa ribadita anche ieri nel corso della conferenza stampa della vigilia di partita di Conference League. Ma siccome il tecnico portoghese è un fuoriclasse della comunicazione come ce ne sono pochi in giro per il mondo. Ieri, sul suo profilo Instagram, lo Special One ha postato due fotografie. Una relativa al rigore calciato da Veretout a Torino contro la Juventus con Chiellini che entra abbondantemente prima in area. La seconda che immortalava il rigore (sbagliato) calciato da Dybala contro lo Zenit con due difensori russi che entrano prima in area. Il tutto condito da una domanda: quale è stato quello che è stato fatto ritirare? La risposta la conoscete tutti.