La Roma mette le ali. Non è la pubblicità di una nota bibita della quale vorremmo sapere la formula e che ha fatto straricco un signore austriaco. È, più umilmente, la constatazione di come, per la prima volta nella stagione, alla ripresa del campionato, e sempre toccando ferro, Eusebio Di Francesco avrà finalmente a disposizione tutti e quattro gli esterni alti che, sulla carta, aveva in rosa alla fine del passato mercato estivo: El Shaarawy, Kluivert, Perotti, Under. Dovevano essere uno dei punti di forza della squadra, ma per una ragione o per l'altra, Di Francesco di fatto non ha mai potuto scegliere, complice una prolungata e pesante assenza di Perotti, un lungo infortunio di El Shaarawy e i problemi di crescita di Under e, soprattutto, il nuovo Kluivert. Ora, alla ripresa, il tecnico potrà scegliere sperando che la concorrenza tra i quattro giocatori possa sempre garantire un livello di qualità di gioco capace di rilanciare la Roma verso una posizione di classifica che faccia rima con Champions League.

Cengiz Ünder

Il turco è quello che ha avuto meno problemi a rispondere presente a Di Francesco. Non può quindi sorprendere il dato che sia stato quello più utilizzato in questa prima metà della stagione. Infatti ha messo insieme ventitrè presenze totali (su venticinque partite ufficiali giocate dalla Roma fin qui in stagione, diciannove in campionato e le sei del girone di Champions) per complessivi 1.620 minuti. Di queste ventitrè presenze, il turco ne ha sommate diciannove da titolare e quattro partendo dalla panchina. Il suo rendimento è stato altanelante, un po' come quello della squadra. Meglio in Europa che in Italia, si può dire, visto che in Champions ha segnato tre gol (Cska, due al Viktoria), quanti in campionato (Frosinone, Inter, Sassuolo). In qualche misura, ricordando lo splendido girone di ritorno giocato nella sua prima stagione in giallorosso, ci si aspettava qualche cosa di più. L'augurio è che lo faccia nella seconda parte di campionato e Champions.

Stephan El Shaarawy

Bloccato sul più bello. Può essere questa la sintesi della stagione giocata dal Faraone. Che, dopo una partenza complicata, aveva finalmente trovato quella continuità di rendimento che in precedenza aveva sempre fatto un po' di fatica a garantire. Era diventata sua la maglia di titolare nel preferito ruolo di esterno sinistro alto, prima che un infortunio (bicipite femorale) lo fermasse dopo la partita a Udine (24 novembre). In precedenza aveva messo insieme 1.053 minuti con quattordici presenze totali, undici da titolare. Resta il capocannoniere giallorosso in campionato con cinque reti (Chievo, Frosinone, Napoli, doppietta alla Sampdoria). In Champions, per ora, è ancora a secco.

@LaPresse

Justin Kluivert

Il figlio di papà arrivato dall'Ajax con l'etichetta di predestinato campione, ha fatto in fretta a capire che il campionato italiano è un po' diverso da quello olandese. Ha stupito tutti nella sua prima apparizione nella partita inaugurale a Torino contro i granata, garantendo a Dzeko l'assist per il gol partita. Ma poi ha alternato prestazioni da predestinato ad altre deludenti. Ha messo insieme comunque 991 minuti con diciotto presenze totali, dieci da titolare. Rimane in ogni caso un inizio incoraggiante considerando che il figlio di papà è un 1999.

@LaPresse

Diego Perotti

Di fatto non è mai stato a disposizione, complice infortuni muscolari variegati, flessore, adduttore, polpaccio. Per le sue caratteristiche diverse dagli altri esterni a disposizione, la sua è stata un'assenza pesante. In tutti ha giocato appena 218 minuti con cinque presenze, appena due da titolare (Bologna e Sassuolo). Ora sta finalmente bene e per la Roma può essere un recupero determinante.

@LaPresse