Nessuna sorpresa, ma addirittura l'annuncio: la Roma che sfiderà il Napoli sarà la stessa che ha sfidato la Juventus. La Roma «principale». Un percorso coerente quello di Mourinho, che ieri in conferenza stampa ha non solo proseguito sulla scia del post partita di Bodø, ma ha pure confermato che con i titolari si giocherà anche le prossime partite, in particolar modo proprio la sfida di ritorno coi norvegesi in programma dopo il trittico Napoli-Cagliari-Milan e dopo che l'andata «non si cancella neanche con un 6-1 al Napoli». Il piglio di Mou suona già di rivincita. E lo farà con un occhio sempre a San Pietro, José, per scongiurare infortuni e l'altro alle possibili squalifiche che potrebbero arrivare (Cristante è diffidato e un cartellino oggi gli costerebbe la trasferta di Cagliari). Niente calcoli, ma rischi calcolati, come quello di cambiare tutti o quasi in Conference, appunto, con la fiducia che stavolta il risultato sia diametralmente opposto.

Semplice, allora: Rui Patricio in porta per dimenticare le sei volte in cui ha dovuto raccogliere il pallone nella sua porta, Karsdorp, pronto per giocare dopo il riposo in occasione della Conference League per evitargli quel campo sintetico pericoloso per il suo storico di infortuni, e Viña sulle fasce, Ibañez, unico titolare di movimento presente in Norvegia dal 1', e Mancini centrali. In mediana i fedelissimi Veretout e Cristante, sulla trequarti Zaniolo, che stringerà i denti dopo la distorsione patita all'Allianz, Pellegrini e Mkhitaryan con Abraham di punta. Curiosità per la composizione della panchina dopo un annuncio e qualche allusione di Mourinho nel discorso alla stampa con diversi Primavera pronti a godersi l'Olimpico pieno da vicino il terreno di gioco.