Parla. Gioca. Firma. Sogna. Quel sogno che lo ha accompagnato da quando, ragazzino o poco più, si imbarcò su un cargo battente bandiera della speranza (la sua) per inseguire una vita più ricca di sorrisi. Ebrima Darboe quel sogno, passo dopo passo, lo sta trasformando in realtà. L'arrivo in Italia accompagnato dalla passione di prendere a calci un pallone; i primi passi lontano dai riflettori; la Roma che bussa, lui gli apre; il settore giovanile a Trigoria; l'emozione di salire in prima squadra; l'esordio, la conferma, l'arrivo di Mourinho che ci mette solo qualche settimana a battezzarlo come il primo cambio per l'accoppiata Cristante-Veretout in mezzo al campo; oggi titolare in Europa nel gelo di una Norvegia così distante dalle sue radiciNon ho mai affrontato una situazione climatica e temperature di questo tipo» ha detto ieri a Bodø nel corso della conferenza stampa). Preferito a Villar e Diawara, e se è Mourinho a fare una scelta di questo tipo vale già più di una semplice investitura.

Sarà la sua prima volta in campo con il nuovo contratto ormai pronto, c'è bisogno solo di firmarlo. «Ma di queste cose ne parlano i miei procuratori e io ne parlo solo con loro» ha spiegato il ragazzo, facendolo con quella sua amabile faccia da bambino capitato nel paese dei balocchi. Tra questi, appunto, il nuovo contratto. Necessario, visto che quello in corso gli garantisce uno stipendio inferiore ai cinquemila euro al mese, cifra che per carità ci piacerebbe regalare al mondo, ma che nel mondo del calcio rappresenta poco più di un rimborso spese. I suoi procuratori, Miriam Peruzzi e Giorgio Ghirardi (collaboratore di Claudio Vigorelli il procuratore che gestisce Zaniolo), pochi giorni fa si sono incontrati con Tiago Pinto proprio per definire il nuovo legame contrattuale del ragazzo arrivato dal Gambia con una valigia piena solo di sogni. Accordo trovato. Questione ormai di giorni, poi firmerà con la Roma fino al duemilaventisei per uno stipendio (a salire) da quattrocentomila euro netti più una serie di premi. La conferma, questo contratto, di come la Roma e Mourinho abbiano deciso di puntare su questo ventenne che quando va in campo dà sempre l'impressione di essere più grande della sua età, pur con tutti i limiti di un'esperienza che può essere soltanto un obiettivo per il futuro.

Già, la fiducia. Sembra essere davvero la parola chiave per questa meravigliosa storia che meriterebbe un film. La fiducia di Darboe nel sognare un futuro diverso. La fiducia di società e tecnico nelle qualità di questo ragazzo che ha saputo sognare: «Sento tanta fiducia da parte di tutto lo staff e del mister. Anche per questo avverto la sensazione di crescere ogni giorno. Tutti ci stanno facendo lavorare davvero tanto. Ma so che sono soltanto all'inizio. Io penso a lavorare e a dare il massimo per questa squadra». Dovrà farlo anche stasera tra gli orsi polari di Bodø in una partita dai contorni comunque insidiosi, dalla temperatura al campo sintetico, dai tanti titolari assenti o in panchina alla voglia dei campioni di Norvegia di volersi meritare un titolo in prima pagina. Toccherà al ragazzo arrivato dal Gambia mettersi sulle spalle il centrocampo giallorosso, puntando a centrare la terza vittoria consecutiva nel girone che vorrebbe dire qualificazione in tasca e probabilmente pure il primo posto, cosa che non sarebbe male visto che per i successivi impegni europei la cosa potrebbe consentire a Mourinho di continuare a praticare un ampio turnover.

Non sarà la prima volta di Darboe in Europa. In questa stagione Mourinho lo ha schierato già titolare facendolo esordire nella trasferta ucraina sul campo dello Zorya, settanta minuti per il gambiano con tanto di assist a El Shaarawy per il gol che sbloccò il risultato. In Ucraina il portoghese ha toccato con mano le risposte che si augurava. Quelle di un Darboe in grado di essere comunque un'alternativa credibile in mezzo al campo, cosa che dopo il mancato arrivo dal mercato di un centrocampista, non lo faceva stare tranquillo. E invece, tre giorni dopo, lo Special One lo confermò nella formazione titolare nella partita di campionato all'Olimpico contro l'Empoli. E Darboe gli garantì le stesse risposte. Stasera in Norvegia ci sarà la terza volta, quella che costituisce la prova definitiva o quasi: «Sappiamo che non sarà facile, ma siamo pronti per giocare e pensiamo solo a vincere. Per quanto mi riguarda, penso che per me sia importante imparare ogni giorno in allenamento, quasi tutti i calciatori devono migliorare qualcosa e lo devono fare con il lavoro quotidiano. Non basta mai fare una o due prestazioni giuste e pensare di aver fatto tutto. Per me è importante imparare e sto imparando qualcosa ogni giorno in allenamento». Facci sognare con te, Ebrima.