Il giro del mondo in 84 giorni: è quello che, parafrasando il celebre romanzo di Verne, la Roma ha compiuto dal 6 ottobre a ieri, quando ha ritrovato la vittoria in trasferta in campionato. Un giro d'Italia, forse sarebbe più corretto chiamarlo così, in cui la maglia rosa è stata solo e soltanto un miraggio: ottantaquattro giorni, da Empoli a Parma, dodici settimane travagliate e passate perlopiù in apnea, rincorrendo il gruppetto che corre per il quarto posto. Ora è a due punti di distanza, più per demeriti delle altre che per meriti della Roma, va detto, ma quello che conta è vederlo, fiutarlo e poi - dopo la sosta di gennaio - attaccarlo. Ci vorrà la continuità mancata in questa prima metà di stagione, la determinazione troppo spesso sfumata alla prima avversità. Ci sarà tempo per preparare al meglio il girone di ritorno, per fare sì che l'inversione di tendenza tanto attesa si concretizzi, finalmente.

Dal Castellani al Tardini

L'ultima occasione in cui la Roma era riuscita a chiudere una partita senza subire gol è stata la vittoria per 3-0 sul Cska Mosca all'Olimpico in Champions League, il 23 ottobre: due mesi abbondanti, in cui gli uomini di Di Francesco sono scesi in campo dodici volte, incassando diciassette reti - quasi una e mezza a partita. Considerando soltanto il campionato, invece, l'intervallo di gare in cui Olsen non ha dovuto raccogliere palloni in fondo al sacco diventa ancora più lungo. Anche in questo caso, ottantaquattro giorni: sì, perché sempre al Castellani contro l'Empoli Robin e compagni erano riusciti a ottenere un clean sheet. Un digiuno di dieci gare, con quattordici gol incassati e sedici punti raccolti: di questi, soltanto tre lontano dallo Stadio Olimpico, frutto dei pareggi contro Napoli, Fiorentina e Cagliari.

Il discusso rigore concesso a Simeone nella trasferta di Firenze @LaPresse

Dal Castellani di Empoli al Tardini di Parma, dove finalmente si è rivista una squadra in grado di prendere il toro per le corna: dopo un primo tempo vischioso, in cui i giallorossi non sono stati brillantissimi, una ripresa di qualità, in cui Florenzi e compagni hanno dimostrato di voler andare a prendersi i tre punti a tutti i costi. Pochi gli spazi concessi a Gervinho e agli altri gialloblù, soltanto la grande occasione di Siligardi e prontamente sventata da Olsen con un miracolo nel primo tempo. A Empoli il successo fu soffertissimo, stavolta invece è più meritato che mai. Tre punti preziosi perché permettono di arrivare al giro di boa a due lunghezze dalla zona Champions e sono un'iniezione di fiducia in vista del futuro. Che dovrà necessariamente essere più roseo. Due successi di fila in A mancavano proprio dall'accoppiata derby-Empoli, quindi il rientro dalla sosta era coinciso con la ridiscesa nel tunnel (0-2 con la Spal): nel 2019 ci sarà bisogno di un vero e definitivo cambio di marcia.

La speranza di Flo

Pugni in su e faccia rivolta al cielo, con lo striscione giallorosso sullo sfondo: è la foto pubblicata sul suo profilo Instagram da Alessandro Florenzi, ancora una volta con la fascia di capitano al braccio vista la lunga assenza di Daniele De Rossi. «Sognando il meglio», il messaggio a corredo dell'immagine, scritto tutto in maiuscolo, con un cuore giallo e uno rosso. Un post che simboleggia alla perfezione il ritorno alla vittoria in trasferta dei giallorossi, un gesto di liberazione e una speranza per il nuovo anno. Tra i migliori in campo al Tardini, il numero 24 nelle ultime settimane si è caricato la squadra sulle spalle proprio nel momento più difficile. La sua gioia è quella dei romanisti che si apprestano a iniziare un nuovo anno. Nella speranza che sia nuovo in tutti i sensi: ci sono tre fronti su cui lottare per recuperare il terreno perduto.