Da promessa a rischio ad alternativa sicura. Sono passati poco più di tre anni da quel 3 ottobre 2018 in cui Riccardo Calafiori vide la sua giovane carriera messa a rischio da un intervento killer di Svoboda che gli causò la rottura di tutti i legamenti, del menisco e della capsula del ginocchio sinistro. Quel giorno il terzino giallorosso era in campo in Youth League contro il Viktoria Plzen con la maglia della Roma Primavera, gli stessi colori che, parola sua, sogna di portare addosso per tanto tempo. Nelle stagioni successive il recupero e altri infortuni gli hanno impedito di trovare continuità, ma la Roma ha comunque creduto in lui: a dicembre del 2020 è arrivato il rinnovo del contratto fino al 2025. Con Fonseca il debutto in Serie A e il primo, bellissimo, gol romanista (allo Young Boys in Europa League). Poi è arrivato Mourinho che ne studiava i movimenti in aereo ancor prima di sbarcare nella Capitale e che, al netto della sua poca esperienza, ne riconosce il valore e non ha paura a puntare su di lui quando necessario.

Calafiori sta scalando le gerarchie anche nell'Italia Under 21 allenata da Nicolato. Ieri è partito titolare e rimasto in campo per 67' nella gara vinta 2-1 dagli Azzurrini in trasferta contro la Bosnia Erzegovina (gol di Okoli al 19' e di Vignato al 27') per la terza giornata di qualificazione al prossimo Europeo di categoria. Il ct lo sta alternando con Udogie sulla fascia sinistra, resta dunque da vedere se e quanto verrà impiegato nell'ultima gara di questa sosta (il 12 ottobre contro la Svezia). In ogni caso il 14 sarà a Trigoria e potrà concentrarsi sulla sua Roma e sul farsi trovare pronto per la sfida alla Juventus allo Stadium (domenica 17, ore 20.45). Toccherà a lui scendere in campo contro i bianconeri se Viña non dovesse recuperare in tempo dagli impegni internazionali con l'Uruguay, come è già capitato nel corso di questo inizio di stagione. Fino a ora per il numero 13 sono state 6 le presenze complessive (4 in Serie A e 2 in Conference League), la maggior parte delle quali quando il sudamericano non era al meglio, condite da due assist (splendido e decisivo quello per Abraham contro l'Udinese). Tra galoppate sulla fascia e cross dal fondo ha sempre risposto presente.

Ritorno a Torino

La gara di domenica poi, per lui rappresenta qualcosa di decisamente significativo. Proprio a Torino proprio contro la Juventus, il primo agosto del 2020 ha fatto il suo esordio da titolare in Serie A, riuscendo a lasciare il segno anche in quell'occasione e sfiorando persino un eurogol. Quando al 36' Szczesny ha respinto un cross da calcio d'angolo non ha esitato a calciare al volo col destro (non il suo piede preferito) battendo il portiere polacco da fuori area. La gioia del gol gli è stata tolta dal guardalinee che ha segnalato come il pallone fosse uscito dal campo nella traiettoria dalla bandierina, ma soltanto 7 giri di lancette dopo ha saputo procurarsi il rigore valso il momentaneo 2-1 a firma di Perotti. Quella, sebbene fosse una gara ininfluente per la classifica con i bianconeri già scudettati e la squadra di Fonseca focalizzata sull'Europa League, è stata la prima e unica vittoria della Roma nella nuova casa della Juventus e parte del merito va anche al giovane terzino romanista che all'epoca vestiva ancora la maglia numero 61.
Con gli infortuni alle spalle e Mourinho che lo coccola e cresce a modo suo, Calafiori è sempre pronto a cogliere ogni opportunità, per un presente e un futuro brillanti. E da romanista.