Ciao, Ceo. La rivoluzione continua. Il dottor Guido Fienga da ieri, intorno alle diciotto come si conviene a una società quotata in Borsa, non è più l'ad della Roma. Continuerà ad avere un ruolo di consulente-advisor fino al prossimo trentuno dicembre. Al suo posto arriverà (anzi è già arrivato) il dottor Pietro Berardi, quarantasette anni, ma alle spalle già un corriculum da applausi: laurea alla Bocconi, master a Boston, ruoli apicali in Chrisler, Nissan, ultimo domicilio conosciuto Ceo per il Nord America della Pirelli (ed è molto probabile che i Friedkin lo abbiano conosciuto proprio in ambito quattro ruote). Ma, soprattutto almeno ai nostri occhi di inguaribili romantici, tifoso della Roma. Nato in Emilia Romagna nel 1974, ha avuto la fortuna di conoscere la nostra Roma degli anni ottanta, Falcao e Bruno Conti gli idoli, un attimo per sentire il cuore battere più forte quando vedeva giocare quelle maglie giallorosse. Detto questo, aggiungiamo che il dottor Berardi non si occuperà di calcio, settore che rimane di totale competenza di Pinto con la supervisione della famiglia Friedkin che, come ormai si sarà capito, vuole sapere, conoscere, decidere tutto. Il dottor Berardi si occuperà di tutto il resto, cioè di commerciale, marketing, business e affini, cioè tutto quello che si dovrà fare per far crescere il club.

Le novità sono state ufficializzate da un paio di comunicati della società, firmati dalla proprietà che, in questa vicenda, come sempre del resto, ha avuto un ruolo centrale e decisivo. Comunicati che sono stati dati alle stampe subito dopo la conclusione del necessario Cda (a Trigoria) per ratificare l'addio a Fienga e dare il benvenuto a Berardi (presente perché c'era bisogno di firmare una serie di documenti) che è già stato cooptato sia nel Cda che nel Comitato Esecutivo che, da qui al trentuno dicembre, sarà facente funzioni dell'Ad (carica che sarà conferita ufficialmente in tempi brevi). Berardi, come detto, è già sbarcato a Roma e oggi è previsto il suo primo giorno negli uffici di viale Tolstoj.

Per Fienga è la fine di una storia lunga otto anni. Inizialmente come Media Director, poi come Chief Operating Officier, infine, dal 2019, come Ad. Per il dirigente che ha risolto consensualmente il suo legame con la Roma incassando una liquidazione da un milione e mezzo, gli otto anni da dirigente sono stati molto intensi, contrassegnati anche da momenti di grande difficoltà, soprattutto negli ultimi tempi, da quando cioè è scoppiata la pandemia. Si è speso in tutti i settori della società, compreso quello calcistico quando, dopo il benservito al ds Petrachi, si prese sulle spalle anche la responsabilità del mercato. Tutto questo gli è stato riconociuto dalla proprietà che, nel comunicato, a firma Friedkin, ha voluto sottolineare la qualità del lavoro dell'ex Ceo: «Vorremmo esprimere la nostra gratitudine a Guido per le sue direttive, i suoi consigli e per l'impego profuso sin dal primo giorno del nostro arrivo. Quando abbiamo iniziato a delineare la visione che abbiamo per questo club, l'esperienza e le intuizioni di Guido, hanno costituito elementi preziosi nell'aiutarci a definire le varie priorità che dovevamo affrontare e i passaggi chiave che dovevamo affrontare. Siamo lieti di averlo ancora con noi come consulente, ora che i nostri piani per questo grande club continuano a prendere forma». Non potevano, ovviamente, mancare le parole del dottor Fienga: «Devo ringraziare Dan e Ryan per la fiducia che mi hanno accordato nel chiedermi di gestire la società in una fase stimolante e delicata come quella dell'insediamento di un nuovo gruppo. Sono onorato di rimanere a disposizione come advisor. Essendo giunto al termine del mio lavoro, voglio ringraziare in particolar modo tutti gli azionisti che mi hanno accordato la loro fiducia, i colleghi e i collaboratori della Roma che mi hanno sostenuto in tutte le sfide intraprese, i calciatori e gli allenatori che mi hanno fatto capire il calcio e tutti i tifosi della Roma, a partire dai ragazzi della Curva Sud per avermi insegnato che la Roma non è solo un'azienda ed è molto di più di una squadra di calcio».

Dopo i ringraziamenti a Fienga, c'è stato il benvenuto al dottor Berardi. Sempre firmato Friedkin: «Siamo entusiasti di dare il benvenuto a Pietro Berardi. Come società siamo orgogliosi del nostro processo di selezione e potenziamento del management e crediamo che Pietro abbia tutte le caratteristiche necessarie per mettere in pratica i piani ambiziosi che abbiamo messo in atto per il club. Siamo fiduciosi che, con la sua visione globale, il suo dinamismo e le sue doti di leadership, porterà avanti il percorso di costruzione di una forte cultura della responsabilità all'interno della società, criterio per noi fondamentale in ogni organizzazione di successo. Questo è un club che richiede gli standard più elevati e ora abbiamo un compito di fronte a noi: accelerare la crescita del brand e del business in tutti gli aspetti, al fine di supportare al meglio ogni necessità legata al campo di gioco».

Inevitabile tra i virgolettati anche quello del nuovo Ceo, dottor Berardi: «Sono onorato di unirmi all'As Roma in un momento così emozionante di crescita del club. Voglio ringraziare la famiglia Friedkin per avermi affidato la responsabilità di dare seguito a tutte le ambizioni che hanno in mente per questa fantastica società. Tutti conoscono il profondo legame che l'As Roma ha con Roma, una delle più grandi città al mondo: farne parte è sia un onore, sia una responsabilità che prenderò con il massimo dell'impegno e della passione. Non vedo l'ora di iniziare, di incontrare tutti i miei nuovi colleghi e di intraprendere questo percorso per raggiungere gli obiettivi che abbiamo. Voglio cogliere l'occasione per ringraziare anche Guido per tutto ciò che ha realizzato durante i suoi anni alla Roma».

Queste le parole. Ora, e a saperlo per primi sono i diretti interessati, bisognerà fare i fatti. C'è una società del tutto nuova, quella precedente con l'addio del dottor Fienga ormai è stata sostituita in quasi tutti i suoi componenti da un nuovo management, scelto direttamente dalla proprietà. La rivoluzione voluta dalla famiglia Friedkin di fatto è stata quasi completata. C'è una nuova Roma al lavoro. Le ambizioni sono quelle di tornare a vincere. Per i tifosi, a cominciare dai ragazzi della Sud. Perché la Roma non è solo un'azienda, la Roma è la Roma. Buon lavoro.