Finisce di schianto l'imbattibilità azzurra, dopo 3 anni, 37 partite e un titolo Europeo. Finisce con la Spagna ed è giusto così, in finale di Nations League vanno loro. Se la vedranno domenica sera ancora a San Siro contro la vincente dell'altra semifinale, che si gioca stasera a Torino tra Francia e Belgio: chi perde affronterà invece gli azzurri nella finale di consolazione, domenica pomeriggio allo Juventus Stadium. Vincono i ragazzini terribili di Luis Enrique, uno degli allenatori più bravi dei tempi moderni, splendido maestro per un gruppo di alunni scatenati, capaci di giocare di fino a due tocchi e ad altissima velocità. Ma nel primo tempo l'Italia era stata all'altezza della bellissima squadra spagnola e seppur andata sotto presto (gol di Ferran Torres dopo 17 minuti, bravo a sfilare alle spalle di Bastoni e a raccogliere il cross di Oyarzabal), la Nazionale di Mancini era rimasta in partita, sfiorando due volte il pareggio, prima dell'inutile fallo di Bonucci col gomito alto contro Busquets, a 4 minuti dalla fine del tempo: secondo giallo e addio equilibrio. Il nostro ct ha sperato di arrivare all'intervallo senza inserire Chiellini, ma la sua scelta si è rivelata sbagliata: alla prima occasione, a tempo di recupero appena scaduto, un'altra incursione a sinistra degli spagnoli ha portato alla stessa combinazione di prima, stavolta però Torres ha deviato di testa l'assist di Oyarzabal sulla verticale di Alonso, facendo festeggiare Luis Enrique che si è sentito in mano la finale.

Lo splendido confronto tra due 433 a trazione anteriore aveva ormai preso la deviazione decisiva. Mancini aveva provato a cambiare qualcosa inserendo Bernardeschi dopo l'intervallo, prima falso nove, poi a destra, al fianco di Chiesa e Insigne, mentre dietro Bastoni era stato preferito a Chiellini quale compagno di Bonucci. Altissimi i ritmi sin dal primo minuto, con la chiara percezione della partita aperta ad ogni risultato, con due squadre a trazione anteriore e sempre pronte a sfidarsi a baricentro alto. La Spagna aveva meritato il vantaggio costruendo prima e anche dopo il primo gol altre due azioni da rete, la seconda con una papera di Donnarumma, fischiatissimo dai milanisti di San Siro. Ma dopo il vantaggio è stato Insigne a sprecare l'occasione del pari, calciando a lato un piattone facile facile a tu per tu con Unai Simon su servizio da sinistra di Emerson.

Inserito Chiellini per Bernardeschi ad inizio ripresa, e poi Kean per Insigne e Locatelli per Verratti, Mancini ha provato ad arginare lo strapotere tecnico degli spagnoli, rinvigoriti anche dall'ingresso dell'imprendibile Yeremy Pino in fascia destra. Impossibile bloccare il loro possesso palla, gli Azzurri hanno semplicemente provato a stringere i denti bloccandosi con cinque difensori (con Chiesa esterno destro) e una punta. Poi sono entrati anche Pellegrini per Jorginho e Calabria per Barella, ma un paio di scelte si sono rivelate fatali: prima Emerson, poi Kean hanno sprecato due transizioni allargando troppo la rifinitura invece di entrare dritti. Peccato, soprattutto perché l'Italia il gol lo ha trovato, su incredibile sbilanciamento spagnolo su un calcio d'angolo a favore, bravo Chiesa a partire in solitaria e ad aspettare Pellegrini per il più facile dei gol. Illusorio, però, perché per altri 7 minuti più 5 di recupero l'Italia la palla non l'ha mai più presa. Quella è roba degli spagnoli, i maestri sono loro.