Ancora di testa, 428 giorni dopo l'ultima volta: Chris Smalling ritrova il gol che gli mancava dal 29 luglio 2020 (Torino-Roma 2-3), il primo in ambito europeo con la maglia giallorossa, e la sua inzuccata sa di rinascita dopo una stagione - la scorsa - a dir poco tormentata. Neanche l'attuale era partita nel migliore dei modi, con l'infortunio proprio a ridosso del primo impegno ufficiale: stop di circa un mese per il difensore inglese, già perseguitato dagli infortuni nel 2020-21.Il rientro è coinciso con l'esordio nella fase a gironi della Conference, dove mercoledì sera ha avuto anche l'occasione di sbloccarsi. Un gol pesante, che ha virtualmente chiuso i giochi, seguito dal tris del connazionale Abraham.

Ma, al netto della rete, l'ex Manchester United è apparso in buona condizione, pur contro un avversario modesto come gli ucraini dello Zorya Luhansk. Ma l'importante è mettere minuti nelle gambe e ritrovare fiducia: in tal senso, la sfida di giovedì è stato un ottimo test per Chris. Che, dopo un precampionato da titolare inamovibile, si è visto costretto a seguire i compagni dalla tribuna a causa dell'infortunio, e ora deve contendere a Ibañez una maglia da titolare al fianco di Mancini. Magari già da domani contro l'Empoli, ammesso che Mourinho voglia rinunciare al brasiliano ex Atalanta. Finora Smalling ha disputato tutti i 180' del girone di Conference, ma in campionato vanta soltanto tre spezzoni, per un totale di 42'. Il gol europeo però gli dà fiducia in vista del prosieguo della stagione, che prevede impegni numerosi e ravvicinati. Il numero 6, con la sua esperienza, può fare da guida (in campo e fuori) per un reparto ancora giovane: una sorta di chioccia per Kumbulla, Calafiori e lo stesso Ibañez, anche perché nelle uscite estive Mou sembrava intenzionato ad affidarsi a lui e Mancini per guidare la retroguardia.

Esperienza

Il destino ci ha messo del suo, ma adesso Chris può tornare ad essere un punto di riferimento per una difesa che sta ancora comprensibilmente trovando i giusti automatismi. Lui, che con lo Special One ha vinto un'Europa League e vanta oltre 400 presenze tra Premier League e Serie A, è l'uomo in più non solo per il reparto arretrato, ma di conseguenza anche per gli equilibri globali della squadra. Il messaggio lanciato con la prestazione di giovedì è chiaro: io ci sono, sembra dire Smalling al tecnico. Il suo totale recupero rappresenta un'arma in più per Mourinho: grinta, esperienza, leadership e carisma al servizio della Roma. Se tornerà lo Smalling visto due anni fa, sarà un rinforzo decisivo.