Sopravvissuti. Ci sentiamo così dopo novanta minuti più recupero che ci sono sembrati novanta anni più recupero. La Roma ha vinto e, prima che qualcuno provi a malignare, diciamo pure che c'era il rigore per il Genoa per il fallo su Pandev. Netto. La Roma ha vinto, ma questo non ci consentirà di trascorrere una settimana troppo diversa dalle precedenti. Perché i tre punti valgono una fortuna, ma la squadra di Di Francesco ha ribadito, nonostante l'ennesimo modulo proposto, di essere malata, di avere limiti strutturali, di personalità, di condizione fisica, di assemblaggio al netto delle assenze che pure non sono di poco conto. Più che una partita, per qualsiasi tifoso romanista, è stato un viaggio nella sofferenza: le papere di Olsen; due volte in svantaggio, pure la terza se non ci fosse stato il Var; la sensazione, ogni volta che il Genoa superava la metà campo, che sarebbero stati dolori; la constatazione che i nostri eroi, si fa per dire, arrivavano sempre secondi sul pallone; l'amarezza di vedere una squadra che non lo è come non lo è quasi mai stata in questa stagione di tribolazioni; la certezza che se non succederà qualcosa di giusto nel mercato di gennaio, sarà molto complesso rimettere insieme i cocci.

Ci aggrappiamo alla speranza che questa vittoria, possa avere l'effetto di un inizio di convalescenza, garantendo a questo staff tecnico e a giocatori impauriti, terrorizzati, confusi, prima, dopo e durante le partite, quel pizzico di serenità che dalla seconda giornata di campionato, quel pareggio pazzesco con l'Atalanta B, si è volatilazzata. Ecco, forse dovevamo, ma soprattutto dovevano accorgersene quel giorno all'Olimpico contro la squadra di Gasperini, che in questa stagione sarebbe stato assai complesso far tornare i conti. Bisognava prenderne atto, a cominciare dall'allenatore che vanamente ha inseguito il suo calcio per poi essere costretto a cambiare nella vana ricerca di un'alternativa che potesse limitare i danni. Fin qui Di Francesco non c'è riuscito. La vittoria con il Genoa gli concederà almeno un altro appello. Con la speranza, da coltivare in questi giorni, di aver aver ritrovato una squadra che dopo una vita è riuscita a ribaltare un risultato; che i giocatori hanno avuto almeno la forza di saper reagire quando magari qualcuno poteva pensare che avrebbero fatto un passo indietro; ma soprattutto con la forza di una vittoria che mancava da una vita e di cui tutti avevamo un disperato bisogno.

Forza Roma.