Se qualcuno volesse togliersi il dubbio del clima che si respira Trigoria in questi giorni può osservare la foto grande di questa pagina: in fondo al gruppo Mourinho, sempre vigile, sempre presente, mezzo sorriso accennato. I volti dei giocatori, impegnati in una seduta di cyclette per recuperare dalle fatiche di questi giorni, sono rilassati eppure concentrati sull'obiettivo. Villar e Diawara, uno accanto all'altro, parlano tra di loro, Calafiori sfoggia il bicipite, El Shaarawy si abbassa sui pedali come gli scalatori, e Shomurodov ripensa alle corse a perdifiato di giovedì sera. In primo piano, come si conviene ai prim'attori, con la stessa maglia dell'allenatore, capitan Pellegrini: occhi chiusi, non svegliatelo. Lui, come tutta la città, sta sognando e non ha nessuna intenzione di smettere. Questa sera a Verona, calcio d'inizio ore 18, telecronaca ancora su Dazn, la Roma è alla ricerca niente di meno che della sua settima vittoria consecutiva. Tre gare internazionali superate di slancio, tre sfide di campionato con avversari regolarmente battuti, anche se con qualche brivido di troppo. Un filotto di questo tipo è datato otto anni, dai tempi magici dell'avvio di Garcia.

Anche Mourinho si sta portando dietro quell'alone di magia che ha già caratterizzato diverse pagine della sua storia personale, che non di rado hanno coinciso con la storia del calcio mondiale o semplicemente italiano. Si capisce (anche) dalla foto come si senta a suo agio in questo ruolo imperiale. E per vedere quanto la Roma tutta sia compenetrata nell'impegno che l'allenatore portoghese richiede, è sufficiente vedere uno qualsiasi dei minuti giocati in questo inizio di stagione della squadra: non c'è stato un solo rilassamento, una sola corsa negata, una sola marcatura sfilacciata, una sola variazione sull'unico percorso possibile quando ad allenarti c'è un signore che ha vinto finora 25 trofei e non vede l'ora di aggiornare il suo curriculum.

La settima fatica è un'incognita. Il Verona è a zero punti e questo qualcosa significa, ovviamente. Ma le tre partite le ha perse Eusebio Di Francesco, anche se chi le ha viste sa perfettamente che se fossero andati in maniera diversa alcuni episodi chiave oggi i punti sarebbero molti di più e in panchina ci sarebbe ancora l'allenatore che portò la Roma a un passo da una finale di Champions League. L'incognita sta proprio qui. Ne parlava anche ieri Mourinho in conferenza stampa. Quale Verona vedremo? C'è qualche dubbio anche sul sistema di gioco, Tudor dovrebbe confermare il 3-4-2-1 che di Francesco aveva ereditato da Juric (peccato originale?). Oppure abbassare un trequartista e impostare un 3-5-2 decisamente più coperto, in pratica un 5-3-1-1 scaglionato più in basso sul campo, modello Salernitana. In un modo nell'altro, la Roma è a caccia del suo settimo sigillo e per farlo torneranno non solo quasi tutti i titolari di questo inizio di stagione, ma anche i tifosi in trasferta, come a Salerno. Sono stati venduti tutti e 1532 i biglietti del settore ospiti del Bentegodi.

Secondo un'interpretazione del Corriere della Sera quella di oggi sarà la sfida numero 3000 per la Roma in campionato, ma l'archivio storico della Roma presenta altri numeri: in massima divisione sarà il match numero 3051, nella serie A a girone unico sono invece 2966 le sfide giocate finora. Per quanto riguarda i precedenti specifici con l'Hellas, su 31 confronti in casa loro la Roma ha prevalso finora una volta in più, 10 contro 9. L'ultima vittoria contro gli scaligeri è di quest'anno, era il 31 gennaio 2021, reti di Mancini, Mkhitaryan e Mayoral. Ma l'ultima sfida giocata su questo campo è un precedente nerissimo, sul campo finì 0-0, ma il giudice sportivo trasformò il risultato a tavolino, a causa della dabbenaggine dei dirigenti della Roma che misero nella lista sbagliata Diawara. Anche quella pagina va girata.