Finali da cuori in gol(a), che sembrano scritti dal Maestro del brivido Alfred Hitchcock. Proprio quando la partita sembra destinata a terminare senza scossoni con un pari che lascia l'amaro in bocca, ecco arrivare il colpo, il coniglio estratto dal cilindro, l'urlo che mette a dura prova le corde vocali e il battito cardiaco che accelera pericolosamente. Un po' come accaduto domenica sera al 91', quando El Shaarawy ha trovato il tiro a giro capace di mandare fuori di testa i trentamila dell'Olimpico e José Mourinho, ma anche tutti i romanisti a casa: balli improvvisati davanti alla tv, cuscini lanciati da una parte all'altra del salone, divani e poltrone ribaltati, vicini di casa che trasaliscono e chi più ne ha, più ne metta. «Oddio, me pija lo sturbo!», gridava un trasfigurato Vittorio Gassman nella parte di un tifoso romanista allo stadio in un episodio del film I mostri. Ecco, siamo pronti a scommettere che la stragrande maggioranza dei tifosi giallorossi abbiano reagito più o meno allo stesso modo, a maggior ragione se si tiene conto del gol del possibile 2-2 annullato a Scamacca al 94'.

Dal Dieci a Lollo

La corsa sotto la Curva Sud del Faraone e compagni è arrivata a cinque anni e un giorno da un'altra, altrettanto emozionante, compiuta da Francesco Totti: è l'11 settembre 2016 e all'Olimpico la Roma di Spalletti è inchiodata sul 2-2 dalla Sampdoria, in una gara che peraltro interrotta per circa un'ora a causa di un nubifragio. In pieno recupero Dzeko conquista un calcio di rigore e sul dischetto si presenta il Dieci: palla da una parte, Viviano dall'altra. Francesco si reca sotto il settore più caldo del tifo romanista, seguito da tutti i compagni. Vittoria al 93'. La leggenda si ripete pochi mesi dopo, sempre su rigore, ma stavolta in Coppa Italia contro il Cesena: il cronometro segna addirittura il 95'. Ma, a proposito di Totti, la partita regina del test coronarico è proprio quella del suo addio: Roma-Genoa, 28 maggio 2017. Anche qui si è sul 2-2 all'ultimo giro di lancette, quando Dzeko fa sponda per Perotti che "spacca" la porta. Controsorpasso ai danni del Napoli (in Campania già si festeggiava per il pari della Roma), secondo posto e accesso diretto alla Champions; il tutto prima delle lacrime di gratitudine nei confronti di Francesco. Difficile immaginare un congedo più romanista.

Con l'introduzione della Var, l'emozione aumenta ulteriormente: la suspense ne guadagna, il cuore sicuramente no. Come il 16 dicembre 2017, quando il gol di Fazio al Cagliari (al 95') viene a lungo analizzato per valutare un eventuale tocco di mano; alla fine l'arbitro convalida e la Roma vince per 1-0 proprio all'ultima azione. Si diverte a regalare gioie in extremis durante la sua avventura giallorossa Edin Dzeko, protagonista in tre vittorie allo scadere: l'1-0 in casa del Torino con uno splendido sinistro al volo all'89', il tap-in "pelvico" a Frosinone il 23 febbraio 2019 (3-2 al 95') e il colpo di testa che stende il Bologna al Dall'Ara al terzo minuto di recupero il 22 settembre 2019.

Veniamo alla scorsa stagione: il 23 gennaio gli uomini di Fonseca, reduci da un pesante ko nel derby e dalla surreale eliminazione dalla Coppa Italia a opera dello Spezia, si ritrovano di fronte proprio i liguri nell'ultima giornata del girone d'andata. L'ex Daniele Verde gela l'Olimpico firmando il 3-3 al 90', approfittando di un errore di Smalling, e la gara pare non avere più niente da dire. Invece (dopo un'altra grande occasione per gli avversari) Bruno Peres serve a Pellegrini il pallone che il numero sette butta dentro, con tanto di corsa liberatoria sotto la Curva Sud. C'è da sudare (e da reggere l'onda d'urto della tachicardia) anche a Firenze il 3 marzo, e ancora una volta c'è di mezzo la Var. Contro la Fiorentina siamo sull'1-1, quando al 90' Diawara trova il tap-in vincente. Fermi tutti: fuorigioco! Siamo sicuri? La verifica richiede qualche minuto, ma alla fine il boato di gioia è giallorosso. Ora che sono tornati anche i tifosi romanisti sugli spalti, momenti del genere sono ancora più emozionanti. Occhio al cuore, però.