Era il 15 settembre 2019: Henrikh Mkhitaryan debuttava in maglia giallorossa nella partita casalinga contro il Sassuolo. Arrivato nella Capitale da poco più di dieci giorni, gli bastavano ventidue minuti per bagnare l'esordio con un gol: verticalizzazione di Pellegrini per lo scatto dell'armeno, che batteva Consigli con una rasoiata di sinistro sotto la Curva Nord per il 3-0 della Roma. A distanza di due anni più o meno esatti, di nuovo alla terza giornata (come allora), l'armeno ritrova la squadra neroverde, quella che certamente gli evoca i ricordi più dolci, se non altro per quanto riguarda la sua avventura romanista. C'erano i tifosi quel giorno e ci saranno anche domenica, a spingere Micki e compagni verso quella che sarebbe la quinta vittoria di fila sotto la gestione Mourinho.

A proposito dello "Special One": dopo l'annuncio del suo ingaggio da parte della Roma, in tanti avevano ipotizzato l'addio di Micki, in virtù di un rapporto non idilliaco ai tempi del Manchester United. Nulla però di così serio da impedire un bis: anche perché il portoghese, come ogni tecnico, necessita di calciatori esperti, abituati a palcoscenici internazionali e - soprattutto - dotati di talento. Proprio il profilo di Henrikh, che ha deciso di rinnovare per un'altra stagione, diventando così uno dei veterani di una squadra giovane, con pochissimi elementi al di sopra dei trent'anni. Il numero 77 è uno di questi, anche se a vederlo correre in campo non si direbbe. Sempre titolare nelle prime quattro partite stagionali, l'armeno nei 308 minuti disputati ha segnato un gol (il primo della Roma nella Serie A 2021-22) e servito due assist. Un buon ruolino di marcia per colui che a giugno più di qualcuno considerava già un ex. L'anno scorso è stato tra i migliori per quanto riguarda il rendimento individuale (15 reti e 13 assist), ma purtroppo la stagione a livello globale è stata molto al di sotto delle aspettative. Complice la ventata di ritrovato entusiasmo portata da José Mourinho, la Roma vuole riscattarsi e tornare nelle posizioni di classifica che più le si addicono: per farlo, c'è bisogno dell'apporto di Henrikh. A maggior ragione con Pellegrini tornato acciaccato dal rito della Nazionale e Zaniolo alle prese con una contusione.