Chi si ferma è perduto: se il proverbio vale sempre nel calcio, a maggior ragione si sposa con il mini-ciclo che attende la Roma di Mourinho da qui alla prossima sosta per le nazionali. Sette partite in ventuno giorni, tre settimane esatte, tra campionato e girone di Conference League. Dal 12 settembre al 3 ottobre, quando ci sarà il "rompete le righe" per chi sarà convocato, i giallorossi disputeranno cinque partite all'Olimpico (compreso il derby, che per sorteggio giocheremo in trasferta) e due in trasferta. Si parte tra tre giorni con il Sassuolo in casa, dopodiché giovedì 16 Abraham e compagni riceveranno la visita del CSKA Sofia nel debutto vero e proprio in Conference League. Seguirà la trasferta del Bentegodi con il Verona, quindi il turno infrasettimanale con l'Udinese all'Olimpico (mercoledì 22), fino alla stracittadina di domenica 26. Archiviato questo trittico di campionato, lo "Special One" e i suoi voleranno in Ucraina, a Lugansk, per affrontare lo Zorya; il 3 ottobre l'ultimo impegno prima della nuova sosta, ancora a Roma, contro l'Empoli.

Da Roma... a Roma

Più in generale, da qui a Natale ci aspettano 23 partite in 101 giorni (l'ultima gara del 2021 è il 22 dicembre contro la Sampdoria a Roma): un tour de force che riguarderà anche tutte le altre squadre impegnate in Europa, se non altro, ma che può dire molto sulle reali ambizioni della squadra. A patto che questa non crolli - come accaduto nelle ultime stagioni - nella seconda parte di stagione. Se i sette impegni di questo primo mini-ciclo appaiono ampiamente abbordabili (c'è solo il derby come presunto big-match), tra il 17 e il 24 ottobre ci saranno la Juventus a Torino, la trasferta norvegese col Bodo/Glimt e la gara casalinga contro il Napoli. Le distanze da percorrere in Conference non aiutano, ma è il prezzo che si paga (volentieri) per disputare una competizione europea; fermo restando che, come detto, le dirette concorrenti italiane dei giallorossi dovranno fare i conti con calendari altrettanto compressi. Il ricorso al turn over da parte di Mourinho appare ovvio, senza però stravolgere l'undici titolare da una partita all'altra: un'abitudine che alcuni suoi predecessori hanno pagato a caro prezzo. Se nelle prime quattro uscite stagionali l'allenatore di Setubal ha cambiato al massimo uno o due elementi nella formazione iniziale, da qui alle prossime settimane sarà fondamentale l'apporto di tutti, anche delle cosiddette "seconde linee". Ma l'aspetto cruciale, diventato un autentico mantra nello spogliatoio da quando Mou ha preso il comando, sarà pensare di partita in partita, fissando l'orizzonte soltanto sull'impegno più imminente: solo così sarà possibile evitare i cali di tensione che nel recente passato hanno frenato le ambizioni della Roma. In tal senso, non si poteva ingaggiare allenatore migliore. Al momento a Trigoria il solo e unico pensiero è il Sassuolo, avversario storicamente ostico per i giallorossi, specialmente all'Olimpico. Una volta archiviata la gara con gli emiliani (che per Mourinho rappresenta la millesima partita in panchina), si sposterà l'attenzione sul CSKA Sofia.

Giallorosso di sera

Dopo le prime gare a temperature estive, la Roma entrerà nell'autunno e quindi nell'inverno giocando quasi sempre con i riflettori accesi. Solo due impegni sono fissati prima delle 18: la trasferta con il Venezia del 7 novembre, in programma alle 12.30, e quella del 18 dicembre contro l'Atalanta (fischio d'inizio alle 15). Le altre ventuno partite andranno in scena nel tardo pomeriggio o in serata. Per quanto riguarda il campionato, sei gare alle 18, due alle 18.30 (quelle dei turni infrasettimanali, l'1 e il 22 dicembre) e sette alle 20.45. Equilibrio in Conference League, che prevede due fasce orarie: la Roma giocherà tre partite alle 18.45 e tre alle 21. Ci sarà quindi da fare i conti anche con il freddo. La carica dei 101 (giorni) si avvicina, ma Mou e i suoi preferiscono giustamente concentrarsi sul futuro imminente, che si chiama Sassuolo. Una partita alla volta, una sfida alla volta.