A fine ottobre l'assessore allo sport del Comune, Daniele Frongia, annunciava che era ancora presto per parlare del progetto transitorio per Campo Testaccio, ovvero di quel piano di recupero parziale dell'area che dovrebbe (auspicabilmente in tempi brevi) fare da anticamera al progetto di riqualificazione totale e definitiva. Prima di riaprirla temporaneamente, l'area va almeno in parte messa in sicurezza, e l'esponente della giunta 5 Stelle si auspicava di riuscirvi «nelle prossime settimane». Passato oltre un mese, Il Romanista, che sulla questione non abbasserà mai la guardia, è andato a "citofonare" di nuovo all'assessore. Il quale ha risposto così: «La messa in sicurezza si farà in due parti, sia prima di fine anno che nelle settimane successive». I più ottimisti ci leggeranno una buona notizia, ovvero che i lavori partiranno entro l'anno, i più pessimisti vedranno nelle dichiarazioni dell'assessore l'ennesimo rinvio. Intanto, gli interessati sanno di poter impostare un promemoria sul cellulare agli ultimi di dicembre, che dica: "Controllare se a Testaccio sono ripartiti i lavori". Noi lo abbiamo già fatto.

L'attesa può essere utile a riepilogare i capitoli di una vicenda che ha dell'incredibile. La prima pagina del capitolo che intitoleremo "Una nuova speranza", come il primo Guerre Stellari, si scrive il 22 dicembre 2016. Si era all'interno della biblioteca "Enzo Tortora", che affaccia sulla zona abbandonata, e nel corso di un Consiglio municipale (chi scrive c'era) Frongia iniziò a delineare quello che di lì a tanto sarebbe stato il futuro di Campo Testaccio: il terreno andava sottratto al controllo del Dipartimento Mobilità (dovevano farci un parcheggio, l'abbandono nasce da un contenzioso tra ditta appaltatrice e Comune) e riportato nelle mani del Dipartimento Sport. L'area, inoltre, andava bonificata urgentemente, a causa dei rifiuti pericolosi e della presenza di topi e serpenti che facevano capolino nelle vicine scuole. Promesse che, seppur con tempi assai lenti, si possono dire mantenute.

Anche se, sulla bonifica iniziata il 18 settembre 2018 e finita un mese dopo, ha sempre regnato una certa ambiguità: nessuno sapeva quale vista si sarebbe presentata ai passanti su via Zabaglia a bonifica terminata. E oggi possiamo dirlo: il panorama è sempre quello di un desolato terreno abbandonato, privato però della fitta vegetazione che lo ricopriva (ma occhio che sta già ricrescendo...). Tutto il resto, dal ripianamento della buca, alla messa in sicurezza degli edifici che contenevano bar e spogliatoi, fino ad altri interventi necessari come il recupero dell'illuminazione e l'istituzione di una guardiania, sono cose che vanno fatte. Non facciamoci illusioni, la strada per vedere il progetto provvisorio è ancora lunga, perché dopo aver messo in sicurezza l'area bisognerà scegliere cosa farci, e su questo c'è una diatriba in corso tra 5 Stelle del Comune e Pd del Municipio di cui ci interessa assai poco. Ma già aver visto l'area bonificata dalla giungla che la ricopriva ci fa sperare che, nel corso del 2019, la vedremo parzialmente riaperta con nonni e bambini a tirarsi un pallone. Aspettando di vedere undici maglie giallorosse.