«Un passo alla volta mi basta», diceva Gandhi. Fatte le debite proporzioni, e considerate le differenze di contesto, equivale a quanto detto da Di Francesco ieri: «La partita con l'Udinese è più importante di quella del Real Madrid». Al di là delle considerazioni sulla correttezza o meno dell'affermazione (a mente fredda il mister tanto torto non ha), quello che conta è il messaggio, ossia occorre affrontare tutte le partite alla stessa maniera, senza cali di tensione e senza considerare una partita più facile della successiva. Un messaggio rivolto più che altro ai calciatori: non azzardatevi a snobbare la trasferta di Udine, non pensate al big match con il Real Madrid perché una stagione si vive di tappa in tappa, un passo alla volta, appunto.
Anche la scelta di non voler mettere in campo giocatori a mezzo servizio risponde a questa logica: si ragiona di volta in volta, mandando in campo chi offre maggiori garanzie in quel momento. Margini per errori non ci sono più. La partita con la Spal deve rimanere un unicum di un percorso che vede la squadra puntare alle posizioni che contano. E che le competono. Da Udine passano punti pesanti per non perdere contatto con il quarto posto, nel giorno in cui Milan e Lazio si tolgono punti a vicenda.

Un successo alla Dacia Arena, inoltre, darebbe vigore a una curiosa statistica: battendo l'Udinese, la Roma diventerebbe la terza squadra nella storia della Serie A a vincere almeno 11 partite consecutive contro una singola avversaria nella competizione. Quello di sabato sarà l'incrocio numero 88 in serie A tra le due squadre. I numeri vedono in netto vantaggio la Roma su tutti i fronti. Il trend degli ultimi anni è giallorosso: detto delle 10 vittorie consecutive, c'è da sottolineare il dato dei gol realizzati: ben 22. L'Udinese non fa punti in casa contro la Roma in Serie A dal marzo 2013 (1-1): 5 sconfitte nelle ultime 5 sfide interne contro i giallorossi con una sola rete all'attivo.

Quella della Dacia Arena è la sfida degli opposti. La Roma è la formazione che vanta più marcatori differenti in questo campionato (13), l'Udinese quella che ne ha mandati meno a segno (solo 4). Nella Roma, Di Francesco confida nella buona vena di El Sharaawy, a bersaglio sin qui cinque volte in Serie A e autore proprio a Udine della sua prima rete ai tempi del Milan. Per l'Udinese è la prima volta con il nuovo allenatore Nicola, un elemento che aggiunge un pizzico di apprensione alla sfida. Ma i pericoli per la Roma verranno dagli uomini come Kevin Lasagna, per esempio: i tifosi della Roma sperano che l'attaccante ripeta anche nel club le prestazioni di cui è stato protagonista in Nazionale.

La minaccia, però, potrebbe arrivare proprio dalla voglia di rivincita accumulata nel ritiro azzurro. I numeri, però, dicono che il pericolo numero uno per la difesa giallorossa è l'argentino Rodrigo De Paul. Quando non c'è lui, nell'Udinese va via la luce: tra gol (5) e assist (3) ha preso parte attiva al 73% delle reti dei bianconeri in questa serie A. Nei cinque maggiori campionati europei, nessuno ha fatto meglio.

Alla Roma, la vittoria esterna manca dal 6 ottobre, con il 2-0 sul campo dell'Empoli. Nel mezzo, però, la formazione di Di Francesco ha giocato lontano dalla Capitale solo a Napoli e Firenze, portando a casa due 1-1. In casa giallorossa, il tris di pareggi consecutivi in trasferta manca dal gennaio 2016. Nella Roma segnali importanti arrivano dai giovani. Se lo scorso anno la partita di Udine confermò la bontà di Ünder, tra l'altro autore del gol che diede il via alla vittoria, quest'anno alla Dacia Arena il giocatore più atteso è Patrick Schick, che sembra finalmente aver sconfitto paure e ansie che finora ne avevano caratterizzato l'avventura nella Capitale. Anche oggi toccherà a lui guidare l'attacco di una Roma che si sta costruendo il futuro attraverso il presente. Un passo alla volta.