Henrikh Mkhitaryan, calciatore della Roma, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport. Ecco uno stralcio delle sue parole:

L'arrivo di Mourinho alla Roma ha riportato nell'ambiente la speranza di vincere.
"Quando giochiamo una competizione, qualsiasi essa sia, l'obiettivo per me è sempre quello di vincere. Se giochiamo a pallone è un conto, ma io gioco sempre per vincere. Non ho mai giocato per divertirmi e basta. Senza i trofei alla fine della carriera non ti resta niente. Io e i miei compagni vogliamo vincere per restare nella storia del club".

Con Mourinho il rapporto non era stato facile a Manchester, vi siete chiariti?
"Quello che è successo a Manchester rimane a Manchester. Noi abbiamo parlato da persone mature, tutti e due vogliamo andare per la stessa strada, tutti e due vogliamo vincere qualcosa per la Roma. L'unica cosa che conta quest'anno".

Mourinho sta trasmettendo alla Roma la mentalità vincente.
"Per lui conta solo vincere. Lo scorso anno ci sono state partite in cui giocavamo benissimo e alla fine perdevamo. È meglio giocare male e portare a casa i tre punti, il contrario a me non piace. È successo spesso lo scorso anno, mancava qualcosa, alla fine abbiamo pagato per una questione di dettagli".

Come ha trovato Mourinho rispetto a quell'anno e mezzo trascorso insieme al Manchester?
"È la stessa persona, ma con più voglia di vincere di allora. Un allenatore come lui non molla mai, vuole vincere sempre. Questa caratteristica è innata, non si acquista col tempo. Mourinho è speciale per questo".

Anche lei in campo non molla mai. Si è visto anche contro il Porto...
"Lo dico chiaro: un giocatore, Pepe, non ha fatto un intervento duro, ma è entrato per fare male. Per questo mi sono arrabbiato. Anche se era un'amichevole, era importante per loro ma anche per noi, ci sono stati scontri decisi. Io in campo sono così. Sempre. Voglio vincere anche in allenamento. Una brutta scena, succede, speriamo non succeda più. Per me è finita lì".

Quali sono le favorite per lo scudetto?
"Il campionato sarà molto equilibrato, ci sono diverse squadre attrezzate per vincere. È difficile per tutti, Noi abbiamo una buona squadra, sappiamo dove vogliamo arrivare. Senza fare proclami penso solo alla prossima partita, l'amichevole con il Siviglia. Ma chi punta a vincere lo scudetto deve fare i conti con la Roma. Vogliamo fare cose concrete, non mi piace sognare".

Nella passata stagione Dzeko è stato messo fuori rosa e ha perso la fascia di capitano.
"È stata una brutta storia per tutti noi, nessuno voleva che si verificasse una rottura così. La cosa positiva è che da allora abbiamo continuato a lavorare e giocare per la squadra. Trovammo un accordo, saremmo andati avanti fino alla fine della stagione e Edin ci avrebbe dato una mano, come ha sempre fatto. Anche senza la fascia Dzeko è il nostro capitano, per la sua esperienza, il carisma, tutti sanno quanto è importante, tutti lo amano. La fascia non conta. E a 35 anni resta il nostro bomber".