Ottantacinque minuti con la fascia di capitano al braccio per Edin Dzeko nell'1-0 con cui la Spagna ha battuto la Bosnia ieri sera allo Stadio Gran Canaria di Las Palmas. Una gara che ha portato il centravanti giallorosso a toccare quota 21 presenze in questa stagione già a metà novembre. Insostituibile nella Roma, insostituibile in nazionale, Edin finora ha giocato 1772 minuti dei 1980 totali che avrebbe potuto disputare.

Contro le Furie Rosse si è dato da fare, ma le tante assenze tra i suoi compagni e l'avversario illustre non gli hanno permesso di trovare la via del gol. Resta il fatto che Prosinecki, come del resto Di Francesco, non rinuncia mai alla sua punta di diamante. Tant'è vero che, nonostante la promozione nella Lega A di Nations League già raggiunta dopo lo 0-0 con l'Austria di giovedì, lo ha schierato anche nell'amichevole in terra spagnola.

A Las Palmas Dzeko ha avuto l'occasione di rincontrare e salutare il suo ex compagno David Silva, omaggiato prima della gara: il trequartista, con cui Edin ha giocato dal 2011 al 2015 nel City, è stato celebrato e premiato per le 125 presenze totalizzate in maglia Roja. Sotto gli occhi del numero 9 giallorosso (che come di consueto quando gioca con la nazionale bosniaca veste l'11), Silva, con il figlio Mateo in braccio, ha dato il calcio d'inizio.

Nessun gol dunque per Edin, che con quella di ieri ha raggiunto le 99 presenze con la Bosnia, ma il solito lavoro oscuro: sponde, palloni "ripuliti" e assist per i compagni da numero 10, più che da 9. Ora il centravanti torna a Trigoria in vista del mini tour de force che aspetta la Roma da qui a Capodanno. Prima Udine, quindi la gara contro il Real: una notte europea, di quelle in cui Dzeko ha sempre dimostrato di trovarsi particolarmente a suo agio.

Garanzia Olsen

Intanto la Svezia si gode Robin Olsen, grande protagonista nella vittoria per 1-0 sulla Turchia di Ünder con le sue parate. A elogiare il portiere giallorosso ha pensato il suo compagno di nazionale Ludwig Augustinsson: «Ha dimostrato di essere un portiere di livello mondiale, un giocatore di caratura internazionale. I portieri che vedo in Germania iniziano l'azione da dietro e anche lui ha imparato a farlo». Il difensore del Werder Brema ha concluso: «Abbiamo avuto bisogno di lui e lui era lì, questo fa un grande giocatore. Sono molto felice di averlo dietro di me».