l volto di Federico Aldrovandi è un problema per qualcuno. Bandiere, stendardi e magliette raffiguranti la sua immagine vengono fermati fuori dagli stadi. Oppure, se riescono a entrare, valgono una multa ai chi li espone. Soprattutto all'Olimpico, dove da due anni i tifosi della Spal non riescono a entrare con l'effigie del ragazzo ucciso senza motivo da quattro poliziotti nel 2005 .

«Quel drappo di stoffa non è un'offesa verso nessuno. È una forma umana di esprimere non il colore della propria squadra, ma quello della vita». Così Lino Aldrovandi, il papà di Federico, si augurava prima di Roma-Spal che i tifosi ferraresi potessero entrare all'Olimpico con la bandiera di suo figlio. Andò diversamente, con il volto di Federico proibito di nuovo. Ma una nota lieta c'era stata: se ai tifosi spallini erano state proibite bandierone, bandierine e magliette, dall'altra parte dello stadio uno stendardo giallo appeso alla vetrata del settore 20 della Sud aveva regalato un sorriso a papà Lino.

Aldro fa paura?

La persona che lo aveva appeso, tuttavia, ha ricevuto una brutta sorpresa: una multa da 167 euro per essere stato ripreso il 20 ottobre, giorno di Roma-Spal, mentre affiggeva lo stendardo raffigurante Aldrovandi in Curva Sud. Al tifoso sanzionato è stata contestata la violazione del Regolamento d'uso dell'Olimpico, che vieta di «introdurre ed esporre striscioni, cartelli, stendardi orizzontali, banderuole, documenti, disegni, materiale stampato o scritto e diversi da quelli esplicitamente autorizzati dal Gruppo Operativo per la Sicurezza (GOS) su richiesta della Società Sportiva». Inoltre, nel verbale della multa, la polizia spiega che «il medesimo durante i controlli nell'area prefiltraggio di una partita precedente era già stato reso edotto che non era consentita l'esposizione di tale stendardo».

La multa è arriva dopo che nei mesi passati, in particolare quando si diffuse la campagna #FedericoOvunque in seguito al primo divieto dell'Olimpico, furono sanzionati per lo stesso motivo tifosi a Parma, Torino, Firenze, Siena, Prato e Napoli. All'Olimpico, invece, l'anno scorso alcuni ragazzi erano stati sanzionati con la stessa cifra (pari a un terzo della sanzione massima, 500 euro) per aver sorretto uno striscione per De Rossi.

Multe inappuntabili, stando al Regolamento, che non farebbero più discutere se tali norme venissero applicate sempre. Ma proprio perché (per fortuna) prevale spesso il buon senso di garantire un certo spontaneismo per gli striscioni (anche "Speravo de morì prima" all'addio di Totti era illegale...), ci si chiede come mai quando appare il volto di Aldrovandi si manifesta sempre questo impeccabile zelo.