Il primo non si scorda mai. Soprattutto, parlando di calciatori francesi con la maglia giallorossa, se il primo è quell'eterno ragazzo che risponde al nome di Vincent Candela. Arrivò nel mercato di gennaio del 1997 dopo una tormentata trattativa con il Guingamp. Fu un successo, con tanto di scudetto (e una Supercoppa italiana). Ha aperto una strada che dopo di lui è stata percorsa da altri quattordici suoi connazionali con alterne fortune. Fino a oggi, cioè fino a Steven Nzonzi che a Mosca ha cominciato a far vedere i motivi per i quali Monchi, dopo averlo preso al Siviglia, lo ha rivoluto nella sua squadra.

Vincent, finalmente abbiamo visto il vero Nzonzi?
«No. Quello vero è ancora più forte. Dategli solo il tempo di farvelo vedere».

Ti aspettavi questi problemi d'ambientamento?
«Per uno straniero il campionato italiano è sempre complicato, soprattutto da un punto di vista tattica. Era normale che avesse bisogno di un po' di tempo per capire e farsi capire».

Ma a te piace come centrocampista?
«Nzonzi mi è sempre piaciuto. Non si diventa campioni del mondo per caso. È un giocatore importante. Lui fa un lavoro sporco e per questo non sempre viene visto nella giusta maniera».

Hai detto che può migliorare. In cosa?
«Nella fase offensiva. Deve osare di più, ha le qualità per farlo. In quella difensiva è perfetto, ma davanti deve diventare più decisivo».

È un caso che la sua migliore partita l'ha giocata senza avere De Rossi al fianco?
«Ma non dire sciocchezze. Con Daniele al fianco può diventare fortissimo».

Eppure si diceva che con De Rossi non poteva costituire la coppia giusta nel posto giusto.
«Fesserie. Due campioni possono sempre giocare insieme. Anzi, vedrete che con Daniele al fianco potrà migliorare anche nella metà campo avversaria. Potrà verticalizzare di più, far vedere che è capace pure di andare via in dribbling e presentarsi con più costanza in zona gol. Lo può fare. E poi sai quale è il suo problema?».

Quale?
«Che il lavoro che fa non viene sempre capito. Ma andate a vedere le statistiche, Nzonzi è quello che corre di più e che fa più passaggi con una percentuale di precisione impressionante».

Di cosa ha bisogno per far vedere tutto il suo potenziale?
«Di imparare la lingua e capire sempre meglio il calcio italiano. Lui ha anche forza fisica, è un giocatore che in Italia può fare la differenza. E insieme a De Rossi possono formare una coppia che fa girare alla grande la Roma».

In realtà fin qui la Roma non è stata bellissima.
«Vero. Ma è solo questione di tempo, resto convinto che questa Roma abbia un grande potenziale, ha una serie di giovani e giovanissimi che possono diventare campioni».

Di Nzonzi dicono anche che fuori dal campo sia un solitario.
«È un ragazzo tranquillo. Ho parlato con lui e anche con il papà, sono belle persone. Steven è un grande professionista, è forse un po' timido, ma è umile e intelligente. Ha tutto per poter diventare un idolo dei tifosi giallorossi».