Questo contratto s'ha da fare. Speriamo che gli eredi di Alessandro Manzoni non ci querelino visto che stiamo parlando del futuro di Lorenzo Pellegrini, il Capitano che ha un contratto in scadenza il trenta giugno del prossimo anno. E, quindi, se non si dovesse arrivare a un nuovo accordo in tempi ragionevoli, il rischio di salutarlo tra qualche mese senza incassare un euro si potrebbe trasformare in molto elevato. Rischio, peraltro, che Tiago Pinto, in uno dei non troppo numerosi virgolettati che ha garantito da quando è sbarcato da queste parti, ha detto chiaro e tondo di non voler assolutamente correre. Perché, ha dichiarato il general manager giallorosso, Pellegrini è il Capitano, il simbolo del nuovo corso della Roma, il giocatore in grado di rappresentare quel senso di identità che la nuova società vuole conservare e migliorare. Quindi, tutto facile? Non proprio.

Anche se le parti, fin qui, ci hanno detto che i problemi non sarebbero stati eccessivi. Perché la Roma vuole continuare con Pellegrini e Lollo è intenzionato a proseguire vestito di giallorosso. Come ha sempre detto e dimostrato, oltretutto, non avvalendosi mai della clausola da trenta milioni che avrebbe potuto liberarlo in un amen se soltanto il giocatore avesse voluto (clausola che andrà in scadenza il prossimo trentuo luglio). L'aspetto della clausola, peraltro, la società ha intenzione di cancellarlo una volta per tutte nel nuovo contratto, proprio perché intenzionata a legarsi solidamente con Lollo. Tutto bello, per carità, ma i giorni passano e non ci sono novità a riguardo. Anzi le novità di cui si riesce a venire a conoscenza, sembrano certificare un'inconsueta confusione. Nel senso che le versioni che arrivano dalle due parti, tutto sono meno che sulla stessa lunghezza d'onda. Spieghiamo. La società ha fatto sapere di voler risolvere la questione in tempi piuttosto brevi, solo però che, fa sapere la Roma, si sta provando a prendere un appuntamento con il procuratore del giocatore, Gianpiero Pocetta, senza riuscire tuttavia ad avere una risposta. Dall'altra parte, l'entourage del centocampista risponde che da Trigoria nessuno si è fatto vivo. Qualcuno sta dicendo una bugia, oppure è il classico gioco delle parti quando in ballo c'è un contratto di una certa importanza? Il tempo ci darà la risposta giusta. Anche se rimaniamo convinti che presto tra le parti ci sarà un nuovo incontro (non è da escludere questa settimana) per cominciare a definire i contorni di un contratto che la Roma è intenzionata a prolungare fino al giugno del 2026 a una cifra intorno ai tre milioni più bonus, mentre dall'altra parte i sussurri fanno sapere che la cifra di partenza sarà di quattro milioni.

In tutta questa vicenda, un fatto si può dare per certo. Ovvero quello di Lorenzo Pellegrini sarà l'unico rinnovo che la società affronterà in tempi brevi, diciamo da qui alla fine di questo mercato fissata a fine agosto. Tutti gli altri procuratori che hanno bussato al portone di Trigoria per discutere dello stipendio di qualche loro assistito, hanno avuto la stessa risposta: se ne riparla non prima del prossimo settembre. In questo senso, del resto, la Roma si può capire. Non ci sono scadenze contrattuali che obblighino ad avere fretta. Tutti dovranno pazientare. Non sono previste deroghe. Neppure per il giovane Darboe. Il ragazzo che si è messo in luce nella parte finale del passato campionato, attualmente ha un contratto in corso fino al giugno del 2023 con uno stipendio da cinquemila euro netti al mese. La Roma gli ha fatto sapere che c'è l'intenzione di prolungare e adeguare (non troppo) ma che dovrà aspettare il tempo giusto. Così come tutti gli altri giocatori che, in varie fasi, alla società giallorossa, attraverso i loro procuratori, hanno fatto sapere che avrebbero gradito rivedere le loro posizioni contrattuali. Cioè Mancini e Cristante che hanno lo stesso procuratore (Beppe Riso), Jordan Veretout e Nicolò Zaniolo. Tutti giocatori, comunque, che hanno un contratto con la Roma fino al giugno del duemilaventiquattro. C'è tempo, insomma, e la Roma lo ha fatto capire in maniera chiara ai vari procuratori.