Se per i comuni mortali l'inizio dell'anno non può che essere il primo gennaio, non altrettanto lo è per le società di calcio. Che il loro anno economico lo concludono il trenta giugno, cioè ieri. Data, quella del trenta giugno, in cui si mettono nero su bianco i numeri economici degli ultimi mesi (la Roma chiuderà il bilancio con un passivo tra i 130 e i 150 milioni). Ma data, anche, in cui, oltre ai contratti dei calciatori (quest'anno per esempio Mirante, Juan Jesus, Bruno Peres), possono scadere pure gli accordi commerciali, leggasi sponsor. Ai quali, in questo caso, bisogna aggiungere anche la chiusura delle trasmissioni sul satellite di Roma tv, l'emittente che andava in onda da oltre vent'anni. Ieri, trenta giugno, scadeva il contratto con Sky, contratto che non è stato rinnovato e ha portato alla chiusura. Anzi alla trasformazione di Roma Tv. Nel senso che, come in casa romanista sapevano da tempo, la produzione televisiva si trasferirà su web e social, con una serie di contenuti a cui si stava lavorando già da tempo. Continueranno invece le trasmissioni di Roma radio, anche se in un futuro prossimo potrebbe esserci qualche novità anche in questo settore.