«La porti un bacione a Firenze», cantava ottant'anni fa Odoardo Spadaro in un brano riportato in auge negli Anni 90 da Nada. La versione originale è sulla cresta dell'onda ancora nel 1941, quando la Roma allenata da Alfred Schaffer  si reca a giocare contro la Fiorentina nello Stadio "Giovanni Berta", che solo mezzo secolo più tardi verrà intitolato ad Artemio Franchi. È la quinta di campionato e i giallorossi arrivano in Toscana con tanta voglia di riscatto dopo una sconfitta col Genova. Tra i viola c'è un interno molto interessante, ha soltanto 22 anni ma già sembra in grado di guidare i compagni: si chiama Ferruccio Valcareggi, la Nazionale allenata da lui nel 1970 si arrenderà soltanto al Brasile di Pelé, Gerson e Jairzinho dopo aver battuto 4-3 la Germania Ovest nel "Partido del Siglo". A Firenze, il 23 novembre 1941, sono in tanti i tifosi romanisti che hanno voluto seguire Masetti e compagni: la partita è combattuta e frizzante, ma i giallorossi non riescono ad andare oltre il 2-2. Apre le danze il viola Penzo, quindi i giallorossi la ribaltano con Pantò e Amadei, prima che proprio Valcareggi rimetta in equilibrio il risultato. Una settimana dopo la Roma batte 2-0 il Milano a Campo Testaccio e scavalca la Triestina salendo in vetta alla classifica, dove rimarrà fino al termine della stagione.

Verso il secondo trionfo

Stesso risultato 42 anni dopo: 2-2 nello stadio che è diventato Comunale, in panchina c'è Nils Liedholm e la Roma già comanda la classifica. Massaro porta in vantaggio la Fiorentina, ma anche stavolta (come nel 1941) i giallorossi rimontano con Pruzzo e il rigore di Prohaska. A 10' dalla fine un autogol di Ancelotti permette ai viola allenati da De Sisti di raggiungere il pari, ma le migliaia di tifosi romanisti presenti al seguito della squadra in Toscana possono far festa: il Torino, in 3'40'' ha ribaltato il derby con la Juventus (da 0-2 a 3-2), permettendo a Di Bartolomei e compagni di allungare di un punto sui bianconeri, diretti concorrenti per il tricolore. Un favore non da poco, tanto che Falcao nel post-partita dice: «Il 15 maggio regaleremo al Toro un po' della nostra immensa gioia». E così sarà. Con il secondo Scudetto già conquistato a Genova, all'Olimpico contro i granata ci sarà la grande festa di un intero popolo dopo un'attesa lunga 41 anni.

Addii e traguardi

È invece un pomeriggio dolceamaro quello del 5 maggio 1996: dolce per il risultato della partita al "Franchi", amaro perché segna l'addio ai colori giallorossi di Giuseppe Giannini. La Roma di Mazzone batte 4-1 la Fiorentina di Ranieri in rimonta: a Batistuta rispondono le doppiette di Balbo e Delvecchio, ottimamente assistiti da un Principe in stato di grazia, che mettono una seria ipoteca sulla qualificazione in Uefa. Ma un giallo rimediato da Peppe lo costringe a saltare per squalifica l'ultima di campionato, all'Olimpico contro l'Inter. Al termine della gara di Firenze, Giannini si reca sotto il "formaggino" occupato dai suoi tifosi e scoppia in lacrime. Sono le lacrime che suggellano un addio doloroso, come quello che conclude una storia d'amore durata oltre un decennio. Giuseppe saluta e applaude i romanisti, che contraccambiano commossi. Una settimana dopo gli regaleranno una splendida coreografia, con uno striscione che recita: «Solo chi la ama e soffre per la maglia ha il diritto di onorarla... Per sempre, grazie capitano!». Di tutt'altro sapore la trasferta toscana del 20 marzo 2011, che consegna agli annali un altro 2-2: viola due volte avanti, raggiunti sempre da Totti. Il gol del momentaneo 1-1, siglato dal dischetto, è il 200esimo in Serie A del Dieci, che nella ripresa concede il bis e si porta a -4 da Baggio e a -15 da Altafini e Meazza. Tutte leggende scavalcate di lì a poco.

Giannini

L'ultimo precedente

Il 5 novembre 2017, un anno fa quasi esatto, l'ultima affermazione della Roma sui viola: 4-2 per Di Francesco sulla squadra di Pioli. Mattatore del pomeriggio fiorentino è Gerson - ora in prestito ai viola - che segna i suoi primi due gol in Serie A. I padroni di casa replicano con Veretout e Simeone, ma nel secondo tempo Manolas e Perotti mettono in cassaforte i tre punti. La speranza è che anche stavolta la Roma possa portare uno dei suoi "bacioni" a Firenze.