Tra i tanti collegamenti che uniscono Pasolini e la Roma. Ce n'è uno particolarmente significativo e ce lo racconta Piero Colussi, presidente del Centro Studi Pier Paolo Pasolini (la casa di sua madre Susanna, accanto alla quale è sepolto nel cimitero del paese) di Casarsa della Delizia: «Il suo legame con Roma da quando fu di fatto espulso dal Friuli fu molto forte. Era una città difficile in cui vivere, ma lì strinse dei rapporti importanti con la borgata. Lì è diventato amico dei fratelli Citti e di Ninetto Davoli». Tutti romanisti.

La maglia della Roma sulla bara di Pasolini

Ecco, il calcio. E la Roma, presente nelle sue opere, come un sottofondo, fino all'episodio della sua morte. «Quando la salma di Pier Paolo, dopo l'orazione funebre a Roma tenuta da Moravia, si trasferì per il funerale e la sepoltura a Casarsa - racconta Colussi - l'automobile che la trasporta, accompagnata da tutti gli amici più stretti (Citti, Davoli, Bertolucci, Cerami) arrivò alla chiesetta di Santa Croce, che aveva molto amato quando viveva qui. Da lì il giorno dopo sarebbe partito il corteo funebre. Lo aspettavamo in sei o sette ragazzi e sulla bara c'era la maglia giallorossa della Roma, con il numero 11. Questa cosa mi colpì perché sapevo che era bolognese, ma evidentemente qualche amico, qualche tifoso, a Roma prima che partisse volle mettere questa maglia sul suo feretro e con questa fu sepolto».