Duecentosettantadue chilometri separano l'Olimpico dall'Artemio Franchi di Firenze. Una distanza che, numeri alla mano, ha storicamente portato tanti romanisti nel capoluogo toscano, anche grazie alla relativa vicinanza rispetto ad altre piazze italiane.

Fiorentina-Roma è una partita capace di rievocare molti ricordi, positivi quanto negativi. Una sfida che non può non far balzare alla mente quel famoso lunedì in cui decine di migliaia di persone decisero di festeggiare il giorno caro al barbiere Figaro. Non con il riposo assoluto ma, anzi, con canti di passione. Il 9 aprile del 2001, con la Roma capolista lanciata verso il terzo tricolore, furono circa 6mila i tifosi che si misero in marcia a bordo di 35 pullman, centinaia di vetture diversi treni regionali. Inizialmente in programma di sabato, la sfida venne infatti rinviata di due giorni dall'allora Prefetto fiorentino Achille Serra per motivi di ordine pubblico.

«Da gennaio a dicembre, da lunedì a domenica... giocate quando volete sempre 15000 saremo», la risposta dei romanisti la domenica precedente alla trasferta di Firenze. E se in seimila raggiunsero il Franchi sognando i tre punti e rientrando a casa con le tasche vuote, in trentamila decisero di assiepare gli spalti di Curva Sud e Tribuna Tevere per gustarsi la partita attraverso il maxi-schermo posto all'interno dell'Olimpico. «La nostra fede non va posticipata», lo striscione che campeggiava sotto la Sud in quell'inusuale lunedì.

«Semo tutti parrucchieri», urlavano i romanisti al Franchi invadendo non solo il Formaggino - questo il soprannome del settore ospiti - ma anche gran parte della vicina Curva Ferrovia. Mentre la Capitale si svegliava per iniziare la settimana lavorativa, una parte di essa intraprendeva quindi una nuova tappa di un viaggio culminato due mesi dopo in una invasione di campo.

Ai primordi

Il primo aneddoto legato a tale sfida risale invece al lontano settembre del 1929, quando l'allora presidente fiorentino Luigi Ridolfi decise di organizzare una amichevole proprio contro la Roma. La curiosità? In quell'occasione, per la prima volta, la Fiorentina abbandonò la casacca biancorossa per indossare - e non abbandonare più - la divisa color viola.

È del dicembre 1939 la prima "carovana giallorossa" organizzata dalla società per consentire alla sua tifoseria di raggiungere Firenze. Un episodio ripetutosi nei decenni tanto da poter rintracciare cronache di quotidiani recanti messaggi quali: «Diecimila giallorossi in marcia su Firenze» (19 dicembre 1954), oppure «Sembrava d'essere all'Olimpico, solo la Curva Fiesole era viola» (22 gennaio 1967).

L'era contemporanea

Passando agli Anni '80, indimenticabile il ricordo della "battaglia di Firenze", con capitan Di Bartolomei recatosi sotto una Curva Ferrovia interamente giallorossa per calmare gli animi dopo una sconfitta contestatissima (7 marzo 1982). Nel marzo successivo, invece, fu proprio al Franchi che la Roma e il suo folto pubblico al seguito, nonostante l'autorete di Ancelotti che fissò il risultato sul definitivo 2-2, esultarono a ripetizione alla notizia delle inaspettate tre reti di un Torino capace di ribaltare il doppio vantaggio della inseguitrice Juventus.

«Dopo Rocky IV, Pruzzo V», recitava uno striscione dei Fedayn per celebrare la cinquina del numero 9 contro l'Avellino del turno precedente (23 febbraio 1986). Indimenticabile come le lacrime versate al Franchi dal "Principe" Giuseppe Giannini il 5 maggio del 1996. Il giallo rifilatogli dal signor Pellegrino di Barcellona Pozzo di Gotto, negò all'allora capitano il congedo davanti al suo popolo nella sfida contro l'Inter che sancì la matematica qualificazione della Roma in Europa.

Duecentottantuno, questo infine il numero di romanisti che - consci del divieto di trasferta per Fiorentina-Roma di campionato a causa dell'introduzione della Tessera del Tifoso - popolarono gli spalti del Franchi con quattro giorni d'anticipo. Il motivo? Sostenere la Primavera nella finale d'andata di Coppa Italia. Si attende soltanto il prossimo capitolo di un lungo racconto legato agli incontri tra Fiorentina e Roma, con duemila e cinquecento romanisti in trepidante attesa di poter voltar pagina ed intingere ancora una volta il pennino nel calamaio.