Virtus Roma, inizia l'era di Villa: "La pressione è tanta ma non vedo l'ora di partire"
Il nuovo coach commenta anche il primo acquisto, Pullazi: "Volevo un po' di romanità, uno che conosce bene Roma e che sappia cosa vuol dire lottare per Roma"
(Credit: Instagram @virtusroma1960)
Inizia ufficialmente la stagione della Virtus Roma 1960, che dopo la delusione per la mancata promozione in Serie A2 è pronta a rilanciare. Ieri è stato presentato il nuovo coach Davide Villa e il nuovo acquisto Rei Pullazi, già in maglia Virtus tra il 2011 e il 2015. Queste le prime parole del nuovo coach: "Sono molto contento di essere qui. Ho visto il nostro centro sportivo, è stato bello vedere i posti dove andremo a lavorare e mi ha fatto piacere conoscere le persone con cui inizierò questo percorso. Ho conosciuto lo staff tecnico, medico e organizzativo. Ho incontrato il presidente e il general manager, quindi è stata una giornata intensa". Cosa significa una piazza come Roma? "La pressione è alta, è innegabile. Stiamo iniziando una stagione in cui abbiamo un solo risultato che ci interessa. Nel mondo dello sport è così, quando arrivi a un certo livello e hai certe ambizioni bisogna farci l'abitudine. Ogni posto in cui ho avuto la fortuna di lavorare è stato diverso dall'altro per carica emozionale. Roma a modo suo è unica, come lo sono state Treviglio e Milano, per modi diversi di vivere lo sport. Spero di lasciare un segno, come credo di aver fatto nelle mie esperienze precedenti. Il progetto mi piace e non vedo l'ora di iniziare".
Quest'anno a Roma si parlerà tanto di pallacanestro. Oltre alla Virtus, si stanno affacciando altre realtà. Ma l'idea del nuovo coach è chiara: " difficile parlare di qualcosa che ancora non si conosce bene, cioè le due nuove realtà di Serie A. Credo che il tifoso della Virtus Roma sia fedele alla nostra realtà. Si tratta di un nome storico, non posso preoccuparmi di ciò che c'è intorno. Sarebbe anche sbagliato mettersi in competizione con qualcosa che non conosco e con una categoria differente. L'ho vissuto a Milano con Urania e abbiamo fatto il nostro percorso senza metterci in competizione con l'Olimpia". A quali allenatori si ispira? "Più di uno. Sono molto legato a tutti coloro che mi hanno formato. Ho imparato da molti miei colleghi. Poi se devo dire una mia ispirazione, sono molto legato ai Detroit Pistons di Larry Brown che vinsero il titolo NBA. Era un bel collettivo. Al di là di questo, la cosa importante è che in una squadra tutti si mettano a disposizione delle necessità collettive. Non amo gli assolutismi, bisogna essere molto bilanciati".
Ed ecco le parole del nuovo acquisto Rei Pullazi: "Sono emozionato, ho il cuore pieno di gioia. Da tempo non mi capitava di essere così emozionato, sono felice e non vedo l'ora di ricominciare. Ho ritrovato facce conosciute, sono contento di tornare a Roma e di riassaporare l'atmosfera al Palazzetto. Sono venuto per i playoff, ho riascoltato l'inno, sono cose che mi riempiono il cuore. Coach Villa è uno dei motivi per cui sono qui. Con lui mi sono trovato bene a Milano, è un allenatore equilibrato, porta entusiasmo e fa rendere i giocatori anche più di quello che credono di valere. Parlerà il campo, ma credo che lui sia l'allenatore giusto".
Per Pullazi arriva anche la "benedizione" di coach Villa, che lo ha già allenato in passato: "Il primo nome che mi è venuto in mente è stato proprio Rei. Volevo un po' di romanità, uno che conosce bene Roma e che sappia cosa vuol dire lottare per Roma. Oltre a questo, è un trascinatore e quindi voglio che trascini la squadra trasmettendo il suo spirito".
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