Doccia fredda su Euro2020. Dopo l'apertura del ministro della Salute Roberto Speranza sulla presenza del pubblico allo stadio Olimpico nelle gare italiane della manifestazione, e l'auspicio del sottosegretario alla Salute Andrea Costa di raggiungere quota 15mila spettatori, nel tardo pomeriggio è arrivata la frenata del Comitato Tecnico Scientifico, incaricato negli scorsi giorni dallo stesso Governo di stilare un protocollo di sicurezza per la manifestazione.

"Ad oggi non è possibile confermare che gli incontri previsti in Italia si svolgeranno con la presenza del pubblico - ha fatto sapere il CTS - Pur manifestando apprezzamento per lo sforzo prodotto dalla Uefa e tenuto conto dell'attuale situazione epidemiologica, dell'intensità della circolazione virale, dell'occupazione delle strutture sanitarie e della limitata possibilità di prevedere il livello che tali indicatori avranno nella seconda metà di giugno, non è possibile rendere un compiuto parere entro la richiesta data del 7 aprile 2021".

Il CTS si riserva comunque di rivedere la questione nelle prossime settimane "alla luce dell'evoluzione del quadro epidemiologico e dell'andamento della campagna di vaccinazione in corso in Italia".

Proseguono i discorsi riguardo all'apertura degli stadi ai tifosi, in vista dei prossimi Europei, in programma la prossima estate in giro per il Vecchio Continente. Tra le nazioni ospitanti, anche l'Italia, con la gara inaugurale della competizione che si dovrebbe disputare allo Stadio OlimpicoAndrea Costa, sottosegretario alla Salute, ha parlato di questo argomento ai microfoni di Radio Punto Nuovo.

"Questa decisione rappresenta un inizio. In base ai numeri, al piano vaccinale ed alle dosi da somministrare, per gli Europei saremo in condizione di fare una serie di valutazioni positive. Non potevamo perdere un evento così importante che deve rappresentare un messaggio di fiducia: la consapevolezza che, da parte della politica, c'è la capacità di programmare ed individuare un percorso che ci porti gradualmente alla normalità. Lo sport vuol dire tante cose: inclusione sociale, formazione di un carattere, tanti aspetti positivi e credo che questo approccio debba essere applicato per tutta una serie di attività che, nel nostro Paese, mancano da un po'. Stiamo lavorando in modo da plasmare il piano vaccinale affinché ci sia una rapida riapertura. Col Governo Draghi c'è stato un cambio di passo: prima c'erano 60.000 dosi al giorno, ad oggi siamo su 250.000 dosi giornaliere. C'è stato un ampliamento sull'approvvigionamento di vaccini, punti vaccinali e ci sono tutti i presupposti per implementare ulteriormente. Se questi sono i numeri, gli scenari futuri ci permetteranno di fare valutazioni positive".

"Passaporto vaccinale? Sono a favore. Credo che sia un tema da affrontare nel momento in cui tutti i cittadini avranno la possibilità di vaccinarsi, altrimenti possono crearsi delle discriminazioni. Da parte dell'UEFA c'è stata la richiesta di riempire per circa 25% gli stadi, varrebbe a dire 14-15.000 spettatori all'Olimpico di Roma. Mi permetto di dire che è anche l'obiettivo del Governo. Abbiamo già incaricato il CTS per stilare un protocollo e garantire questa presenza. È chiaro che, consentire lo svolgimento di questo evento, significa non solo non perdere un evento fondamentale per il nostro Paese, ma tracciare un percorso anche per un futuro", aggiunge.

"Come ho detto, è l'inizio di un percorso che ci riporta alla normalità - conclude -. Abbiamo dato disponibilità per organizzare gli Europei col pubblico, è chiaro che di lì in poi lavoreremo affinché tutti gli eventi sportivi possano avere il proprio pubblico. Intervento delle ASL sui positivi? L'andamento del campionato ha dimostrato che il protocollo stipulato ha tenuto. Il ritiro della Nazionale mette in evidenza che il virus c'è, circola, ma che evidentemente qualcosa non ha funzionato. Non abbiamo avuto sospensioni determinanti, pertanto guardando al complesso, mi sento di dare una valutazione positiva".

di: La Redazione