Si trova facilmente, sia partendo da un motore di ricerca che dalla home page del sito della Lega di Serie A, il regolamento della Coppa Italia. E al punto 9.3 "Sostituzioni", c'è scritto che «nel caso di disputa dei tempi supplementari, sarà consentito a ciascuna squadra effettuare un'ulteriore sostituzione, indipendentemente dal fatto che abbia già utilizzato o meno tutte quelle consentite». Solo che alla riga prima c'è scritto che «durante le gare della Competizione, potranno essere sostituiti tre calciatori per ciascuna squadra indipendentemente dal ruolo ricoperto». Tre, non cinque. Perché quando quel comunicato ufficiale n.1 era stato emesso, il 9 luglio 2018, il Covid-19 era un virus ignoto, che contagiava solamente i pipistrelli.

Con il lockdown della scorsa stagione è cambiato, tutto, incluse le regole del calcio, e quel regolamento, che era valido per la «Coppa Italia 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021», è stato aggiornato. Solo che l'aggiornamento è in un altro documento, pubblicato su un altro sito, quello della Figc, dove si può trovare il comunicato ufficiale 88/A, datato 9 settembre 2020, in cui «vista la circolare IFAB nº 20 del 15 luglio 2020» (quella che derogava temporaneamente alla regola 3, dando la possibilità di effettuare 5 cambi) e «vista la richiesta della Lega Nazionale Professionisti Serie A di consentire alle squadre la possibilità di poter effettuare 5 sostituzioni nelle gare delle competizioni organizzate dalla Lega stessa per la stagione sportiva 2020/2021» deliberava «un massimo di cinque sostituzioni».

L'equivoco costato il posto al team manager della Roma è legato al comma successivo, in cui si delibera «di prevedere che ogni squadra possa effettuare le suddette sostituzioni utilizzando al massimo tre interruzioni della gara, oltre all'intervallo previsto tra i due tempi di gioco, nonché, nell'eventualità di disputa dei tempi supplementari, una quarta interruzione, oltre a quelle previste tra la fine dei tempi regolamentari e l'inizio del primo tempo supplementare e tra il primo e il secondo tempo supplementare, solo nel caso in cui al termine dei tempi regolamentari siano stati sostituiti meno di cinque calciatori». Ovvero, traducendo dal burocratese, in caso di supplementari aumentano le interruzioni, ma il numero di cambi resta invariato. Almeno in Italia, perché in tempo di Covid è capitato di fare 6 sostituzioni senza problemi: lo fece il Copenhagen, il 10 agosto, nel quarto di Europa League perso ai supplementari col Manchester United. E in Spagna più volte, l'ultima all'Athletic Bilbao, che domenica ha battuto all'extra time il Barcellona, schierando complessivamente 17 giocatori. Perché l'Ifab aveva dato la possibilità alle federazioni di aggiungere un sesto cambio nei supplementari. Ma la Figc ha deciso di non sfruttare questa possibilità, e consentirne solo 5.