Giovedì prossimo, 5 luglio, il Tribunale del Riesame di Roma si riunirà per valutare i provvedimenti restrittivi che hanno colpito due pezzi da novanta della politica regionale, quali Adriano Palozzi e Michele Civita. I due, coinvolti (anche se in modo diverso) nell'ambito dell'inchiesta Rinascimento sono tra i nove che sin dallo scorso 13 giugno si sono visti arrivare a casa i Carabinieri del Nucleo Investigativo.

Il primo, Adriano Palozzi, vice presidente del Consiglio Regionale, è ancora ai domiciliari e per ora ha rifiutato l'interrogatorio di garanzia ed ogni confronto con i pm Ielo e Zuin. Il secondo, ex Assessore Politiche del Territorio, Mobilità e rifiuti della giunta Zingaretti, invece si è visto ridurre il provvedimento dagli iniziali domiciliari all'attuale obbligo di firma, proprio grazie alla fattiva collaborazione dimostrata da subito. Nella stessa settimana poi il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Barbara Zuin dovranno (con il gip Maria Paola Tomaselli) sciogliere la riserva sulla richiesta di scarcerazione di Luca Parnasi.

L'imprenditore romano, dopo le oltre 11 ore di interrogatorio di questa settimana, si aspetta un attenuamento del provvedimento restrittivo. I suoi legali avrebbero chiesto la scarcerazione, ma sarebbe accettata anche la detenzione domiciliare. Parnasi che - questo filtra dagli ambienti vicini al costruttore - punterebbe a chiudere quanto prima la vicenda che lo vede protagonista, ammettendo le proprie responsabilità e patteggiando una pena non troppo severa. Questo al fine di uscire di scena e salvare quanto resta di buono delle aziende di famiglia, la Eurnova e i terreni di Tor di Valle soprattutto. E questo inevitabilmente a beneficio dell'intero progetto per lo stadio.