Il grande giorno è arrivato: oggi alle 18,30, in videoconferenza, il Ministro per lo Sport e le Politiche Giovanili Vincenzo Spadafora incontrerà tutte le componenti del calcio (ma proprio tutte: il presidente della Figc Gravina, della Lega di Serie A Dal Pino, della B Balata, della Lega Pro Ghirelli, dei Dilettanti Sibilia, del settore giovanile e scolastico Tisci oltre ai rappresentanti degli arbitri, degli allenatori, dei giocatori e dei medici) e tutti insieme chissà quanto appassionatamente prenderanno la decisione più attesa e decreteranno ufficialmente la ripartenza del calcio di serie A (seguirà quella del calcio di serie B, come ha detto Balata) il 13, se il ministro sarà magnanimo, o dopo il 15 giugno. Problemi risolti? Macchè. Anzi, le cose peggiorano.

Il positivo al Bologna
È di ieri, ad esempio, la notizia che un collaboratore di Mihajlovic al Bologna sia risultato positivo ad un tampone e oggi si procederà a nuovi test: nell'attesa gli allenamenti sono stati sospesi e c'è il rischio che l'intera squadra debba chiudersi, secondo protocollo, in un ritiro immediato e senza contatti con l'esterno. Capire come in un regime tanto stretto sia stato possibile per un componente dello staff contagiarsi è difficile, ma è la riprova che se non si cambia protocollo sarà complicato portare a termine il campionato lungo 124 partite (più tre della coppa Italia) in neanche due mesi.

Sempre Lotito
E che il protocollo per ora non cambierà lo hanno ribadito proprio martedì i venti superesperti del Comitato Tecnico Scientifico, indispettiti da alcune notizie di stampa (Sportmediaset e Il Messaggero) che a quanto pare facevano riferimento a indiscrezioni raccolte in ambito Lega di Serie A. Stringendo ulteriormente il cerchio, agli uomini del Comitato hanno raccontato come sia stato proprio il presidente della Lazio Lotito a svelare ai suoi colleghi come fosse ormai imminente l'allentamento delle misure restrittive relativamente alla quarantena dei gruppi squadra in caso di nuovo isolato. Così, per stoppare qualsiasi speculazione sul tema, martedì è uscito un comunicato in cui si ribadiva ciò che è noto a tutti, per decreto: in caso di contagiato da Coronavirus, le persone che sono state a contatto con lui negli ultimi giorni devono andare in quarantena (per 14 giorni) sotto stretto controllo medico. Per le squadre significa chiudersi immediatamente dentro i ritiri evitando ogni contatto con l'esterno. E se questo in tempi di allenamenti non preclude il proseguimento del lavoro in attesa del responso dei test, in tempi di campionato (con partite ogni tre giorni e senza ulteriori possibilità di recuperi) significherebbe lo stop definitivo della stagione.

I conti di Gravina
Il presidente della Figc ieri ha scritto una lettera sul Think Magazine dell'Osservatorio economico Riparte l'Italia del quale è membro per ricordare (a tutti, ma forse al ministro Spadafora in particolare) che il calcio rischia di subire con la mancata ripartenza un danno irreparabile e «solo il ritorno in campo consente di attutire il crollo dei ricavi sul breve periodo stimabili altrimenti in oltre 700 milioni (più di 500 generati dal blocco imposto dal Covid-19)». Sul Romanista abbiamo già confutato certe stime piuttosto approssimative, ma è innegabile che l'emergenza che tutto il mondo sta affrontando avrebbe riflessi significativi anche nel mondo del calcio. Che Spadafora stia cercando di far ripartire il carrozzone è testimoniato dal fatto che sono ormai diverse settimane che si rinvia di volta in volta la decisione definitiva, proprio per dar tempo alla curva dei contagi di abbassarsi e contemporaneamente di preparare i protocolli per permettere di provarci, ma i nodi restano tutti lì.

La Fifpro protesta
Sull'ipotesi del calcio estivo vanno registrate le prese di posizione dei calciatori, stavolta per bocca della Federazione internazionale che li rappresenta, la FIFPro: «I giocatori non sono macchine - ha detto il portavoce Vincent Gouttebarge a Repubblica - e la loro salute viene prima di tutto. Allenamenti e partite vanno cancellati e riprogrammati quando si superano i 32°». Anche l'Aic di Tommasi e Calcagno ha espresso più volte perplessità su tempi e modi. Le liti insomma sono dietro l'angolo. E non si è risolta neanche la questione aperta con le tv. Anzi, i club hanno preannunciato l'invio di ingiunzioni di pagamento a Sky. E Spadafora invece si aspettava una pacificazione. Così oggi insisterà con la sua idea di lasciare per ogni turno di campionato un canale in chiaro con Diretta Gol aperta a tutti, magari sul canale La8. Alla Lega, però, anche su questo faranno finta di non sentire...