Massimo Cellino è una furia e si scaglia contro chi predica la ripresa del campionato. Il presidente del Brescia conosce bene quanto può essere devastante il coronavirus, non solo perché dirige un club che si trova all'epicentro della crisi ma perché ha provato sulla sua pelle gli effetti del Covid: "Ho fatto i test, è in atto. I sintomi sono stanchezza eccessiva e dolore alle ossa", dice in un intervista a "Repubblica" di cui riportiamo alcuni passaggi.

"No alla ripresa"

"Assurdo che si discuta ancora se giocare o meno con la situazione che c'è in Italia. Non c'è il minimo rispetto nel chiedermi di giocare fuori dalla Lombardia, la gente di Brescia è con me. Io devo rispettare queste cose e non ho paura di retrocedere in Serie B. E poi se si gioca non lo decidono i club".

"Fa tutto Lotito"

"Qui abbiamo Lotito che fa il medico, il virologo, lo scienziato nucleare, lo psicologo, l'astronauta. Come fa il presidente di una federazione a non sottoporsi all'autorità del presidente del Coni e del ministro dello Sport? Se hanno spostato Europei e giochi olimpici sono imbecilli? E noi vogliamo finire il campionato in 15 giorni".

"Tutta una questione di soldi"

"In Lega ci sono circa 180 milioni di euro destinati alla classifica finale della Serie A e che vanno alle prime 10 in classifica. E questi premi sono stati già fatturati dalle società Ora, se non si finisce il campionato e Sky non paga, cosa succede a chi ha gia' speso quei soldi?"

"Non voglio correre rischi"

"Vanno fatti i test e devono risultare tutti negativi, prima di ripartire. Se nella fase 2 non riaprono le chiese, come fa a ricominciare la Serie A?. Ho messo a disposizione i campi per i miei giocatori ma sono venuti solo 4 o 5, gli altri hanno paura e li capisco. Se non ho certezze non ho nessuna intenzione di metterli a rischio".