Il momento magico di Ünder continua. Che sia con la maglia della Roma o con quella della nazionale turca, da quando Cengiz ha cominciato a volare è stato sempre più verso l'alto. Ancora una perla per il giovanissimo attaccante, che anche ieri a Pogdorica ha dato sfoggio delle sue enormi doti tecniche già all'inizio della sfida fra Montenegro e Turchia. Sono bastati undici minuti al romanista per far balzare tutti in piedi, trovando la rete che ha sbloccato la partita con un gran mancino al volo dal lato destro dell'area di rigore, dove ha raccolto un cross di Kaldrim proveniente dal versante opposto. Ünder è rimasto in campo per 78 minuti, uscendo sul 2-1 in favore della Turchia, che è poi stata raggiunta nel finale.

E pensare che nemmeno avrebbe dovuto giocare, stando a quanto successo qualche giorno fa, quando in allenamento ha subìto una distorsione al ginocchio che aveva creato ansia in tutti, romanisti per primi. Poi le prime rassicurazioni, dopo la risonanza magnetica che ha scongiurato qualsiasi complicazione. Cengiz è tornato ad allenarsi e ha convinto il ct Lucescu a schierarlo fin dal primo minuto. Fiducia ben ripagata, evidentemente. E ritorno a Roma previsto per oggi, con la dote del settimo gol realizzato in poco più di 50 giorni. Non male, per uno che fino a fine gennaio veniva considerato una sorta di oggetto misterioso e adesso (per esplicita ammissione di Monchi) ha catturato anche le attenzioni del Barcellona.

Chi ha suscitato lusinghe e ammiccamenti morbosi di tutti i migliori club del globo - e non da oggi - è Alisson Becker, anche ieri protagonista di uno dei big match di giornata, quello che ha incrociato forse le due favorite al titolo mondiale. Il suo Brasile ha colto una prestigiosa vittoria a Berlino contro i padroni di casa, grazie alla rete nel primo tempo del fuoriclasse del City Gabriel Jesus. Poi ha pensato il numero uno romanista a sbarrare la porta. Per la quinta volta consecutiva, fra presenze in giallorosso e con la maglia della Seleção. Per la nazionale verdeoro non sarà stata la rivincita del Mineirazo, ma uno squillo ai campioni del mondo in carica forse sì.

Gli altri sono loro

Nell'altra sfida fra ulteriori due candidate al trionfo in Russia, la Spagna ha riportato sulla terra un'Argentina ancora priva di Messi. Ma Fazio e Perotti sono rimasti a guardare dalla panchina la lezione impartita ai compagni. Anche la possibile sfida fra recente passato e presente della Roma non è andata in scena a Zurigo, dove Egitto e Grecia si sono incontrate prive di Salah (in panchina) e Manolas (spedito addirittura in tribuna). Nemmeno un minuto in campo per Capradossi, nella vittoria dell'Under 21 in casa dei pari età della Serbia.

Mentre la nazionale maggiore non ha risparmiato Kolarov, impegnato - per tutta la partita - a pochi chilometri da Wembley, in un impianto di ben altro spessore. Contro la Nigeria i serbi hanno giocato all'Hive Stadium (capienza di poco più di cinquemila posti), di proprietà del Barnet, confinato in quarta divisione. Non esattamente uno scenario di livello internazionale. Anche per Dzeko una sfida in campo neutro contro un'africana: 69 minuti per lui nello 0-0 fra la sua Bosnia e il Senegal a Le Havre.

Poco più di mezz'ora per Nainggolan, entrato al posto di Mertens quando il Belgio già conduceva 2-0 con l'Arabia Saudita, gara poi conclusa 4-0 per i Diavoli Rossi. Un tempo anche per Skorupski, che ha sostituito nell'intervallo Szczesny in Polonia-Corea del Sud 3-2.