Il presidente dell'Associazione Italiana Calciatori Damiano Tommasi è intervenuto ai microfoni del programma Rai Radio Uno "Radio Anch'io". Questo un estratto delle sue parole:

"Taglio degli stipendi? Credo che sia un segnale che non siamo allineati col paese. Si parla delle mensilità di marzo, di una ripresa che ancora non sappiamo quando sarà, di danni che non sono ancora stati calcolati. Con Dal Pino dovremo parlarci, ma è un problema secondario. Abbiamo in Italia comparti produttivi in difficoltà, il calcio lo è meno rispetto ad altri a cui spettano mesi complicati. Il nostro è un tema da affrontare sottovoce". Non sono così ottimista che si riesca ad allinearsi ai problemi del paese. Se si potesse tornare ad agosto sarebbe una notizia positiva, il segnale che la situazione in Italia si sarebbe normalizzata. Giocare avanti con la stagione comporta interventi sui contratti dei calciatori, spostamento sulle competizioni e andare ad incidere sulla prossima stagione. Se si giocasse molto avanti nella stagione, bisognerebbe programmare anche altri campionati. Sicuramente sarebbe un sogno tornare a giocare questa estate. Una situazione come quella attuale è eccezionale, è difficile prevedere come fronteggiare in futuro altre emergenze di questo tipo. Lo sport piano piano si sta adeguando, qualcuno sta invece pensando al suo movimento, alla sua attività, senza pensare che tutti siamo collegati ad un fenomeno globale. E bisogna trovare soluzioni. Spostarsi per una squadra diventerà una cosa progressiva, ma più lunga. E' un lusso pensare a come programmare la ripresa, speriamo avvenga prima possibile. Anno zero? Difficile, abbiamo pensato di stagione che si prolunga o di fermare quella attuale. Gli scenari possono cambiare, si possono trascinare competizioni nella prossima come può essere che si riparta a bocce ferme, chiudendo la stagione in corso in anticipo. Son tutte questioni che ancora non sono state risolto, questa discussione la porteremo avanti per qualche mese. Son tutti ipotesi plausibili, come dirigenti ci prepariamo a tutto. Ancora esistono persone e dirigenti che pensano a soluzioni solo per le proprie squadre".