Ha resistito fino all'ultimo la Uefa, nonostante le richieste che le sono piovute addosso da tutto il continente. Ma di fronte agli ultimi casi di contagio da Coronavirus anche nel calcio e a un'emergenza sanitaria che continua a far alzare il livello di guardia in tutti i Paesi, non ha potuto fare altro che proclamare lo stop a Champions ed Europa League. L'ultima tornata delle coppe è andata in scena quasi completamente, nonostante contorni eterogenei quanto surreali: qualche partita aperta al pubblico, la maggior parte a porte chiuse, ma con pericolosi assembramenti di tifosi fuori dagli stadi a Valencia, Parigi e Atene. E le gare di EL fra spagnole e italiane rinviate "d'ufficio" a data da destinarsi, per il blocco aereo imposto dal governo di Sanchez, non certo per disposizioni da Nyon.

Ma adesso che tutti i campionati hanno decretato lo stop, anche la Uefa si è dovuta arrendere all'evidenza senza aspettare il 17 marzo, data già fissata per discutere con le federazioni nazionali il nuovo calendario alla luce della pandemia. Quei giorni (anche il 18) sarebbero stati da programma quelli in cui esaurire il lungo turno degli ottavi di finale di Champions, mentre alla luce degli ultimi avvenimenti anche Bayern-Chelsea e Napoli-Barcellona andranno recuperate. Sempre che la stagione riesca a chiudersi entro il 30 giugno (termine ultimo per la scadenza dei contratti, a meno di eventuali deroghe), comprimendo i campionati e stabilendo probabilmente un turno unico per le sfide fra Roma e Siviglia e fra Inter e Getafe.

Tutto è in divenire, tutto rientra ancora nell'alveo delle ipotesi. La più probabile al momento è quello di uno slittamento in avanti di ogni competizione - se il Covid-19 sarà debellato - e di un rinvio dei prossimi Europei. A settembre o al 2021. Quando si spera che le acque si saranno finalmente calmate.