L'ultima parola ovviamente spetterà a lui. Ma per ora Francesco Rocca incassa l'investitura di Gabriele Gravina. Capo delegazione di una delle nazionali giovanili il ruolo ipotizzato dal presidente della Figc, che parlando di lui al termine del consiglio federale di ieri ha utilizzato due parole care alla Bandiera romanista: «ragazzi» e «valori». Né gli uni né gli altri sono in discussione per il numero uno del nostro calcio e gli striscioni apparsi in prossimità del derby romano (con Zaniolo e lo stesso Rocca vilipesi) hanno fornito lo spunto per una risposta forte.

«Ho proposto al consiglio federale - ha rivelato Gravina - di dare il ruolo di capo delegazione a Francesco Rocca, oggetto di insulti per l'incidente che ha subito diversi anni fa giocando a calcio. Tornerà con noi e sarà coinvolto nel nostro percorso: i nostri ragazzi non si toccano e non si toccano i valori dello sport e del calcio italiano». E chi meglio di Francesco Rocca, che a quei valori ha dedicato una vita, può interpretarne lo spirito? Kawasaki ha trascorso oltre trent'anni in Federazione, da selezionatore olimpico (guidando l'Italia alle Olimpiadi di Seul), commissario tecnico delle varie Under (col grande risultato dei quarti ai Mondiali U20 del 2009), osservatore e dirigente anche per la Nazionale maggiore.

L'azzurro gli scorre dentro come il giallo e il rosso della Roma: sono i soli colori che ha indossato da giocatore. E proprio per l'Italia potrebbe accantonare la speranza di tornare ad allenare. «La sua dedizione al lavoro e la sua integrità – ha aggiunto Gravina - devono continuare ad essere un esempio per i ragazzi e rappresentano, a tutti gli effetti, un patrimonio del calcio italiano».