Un punto di non ritorno. È quello toccato dal prezzo fissato dal Barcellona per i 4,610 posti del Camp Nou destinati ai tifosi del Manchester United per il ritorno dei quarti di Champions League del 16 aprile: 118 euro (102 sterline). Il Manchester non è rimasto a guardare e ha comunicato di «aver preso la difficile decisione di far pagare ai tifosi del Barcellona lo stesso prezzo» per l'andata del 10 aprile. Con questa mossa il club inglese permetterà ai propri tifosi di pagare "solo" 75 sterline per il Camp Nou, sovvenzionando in parte il biglietto con 27 sterline ricavate proprio grazie all'innalzamento dei prezzi per i tifosi blaugrana che saranno all'Old Trafford il 10 aprile.

Il Barcellona ha allora agito con la sua contro-contromossa. Ha ridotto di 40 euro il prezzo dei pacchetti-trasferta offerti ai suoi tifosi diretti in Inghilterra. In questo modo, entrambe le tifoserie pagheranno, alla fine dei giochi, un prezzo che si aggira sugli 80 euro. Che non sono affatto pochi: giusto 9 in meno di quelli richiesti proprio dal Barcellona ai romanisti la scorsa stagione, contro i quali si levò dalle pagine di questo giornale una protesta che invase la stampa spagnola e inglese (e anche il New York Times).

La scelta del Barcellona, come del resto rispose Bartomeu al Romanista, è possibile e legale: il club infatti vende allo stesso prezzo i biglietti del settore equivalente per i tifosi di casa. Il problema perciò, oltre che l'etica - ma su questo difficilmente si potrebbe far leva per ottenere risultati, se non con una contromossa come quella dello United, che comunque ha svantaggiato i tifosi del Barcellona -, riguarda le regole: quelle della Uefa rispetto al prezzo dei biglietti per gli ospiti non si stanno dimostrando efficaci. Come agire allora? Il tetto ai prezzi per le trasferte europee è un'opzione che lo stesso presidente Ceferin ha ammesso di considerare.

Ma Ronan Evain, portavoce dell'organizzazione Football Supporter Europe, ha fatto notare in un'intervista su queste pagine che un'opzione di tipo "flat" non terrebbe conto delle differenze economiche tra i tifosi di differenti paesi. Anche perché, con buone probabilità, si darebbe la possibilità a quasi tutti i club di livellare i prezzi a quello massimo. Un'opzione più flessibile potrebbe essere quella di imporre ai tifosi ospiti il prezzo più basso offerto ai tifosi di casa (inclusi i biglietti super scontati per gli abbonati, per i giovani, per gli anziani, eccetera). Pertanto, almeno per ciò che riguarda le trasferte europee, al di là delle responsabilità dei singoli club, l'intervento più urgente è proprio quello della Uefa. Per far sì che a rimetterci non siano sempre e solo i tifosi.