Il Barcellona continua a stare al centro di vicende fuori dal campo. Dopo il ritorno del presidente Laporta il club è in forte polemica con la Liga Spagnola, non soltanto per le vicende della Superlega, ma anche per le contestazioni alla legge del Salary Cap, il tetto massimo imposto sugli stipendi dei club per fare agire questi ultimi in maniera sostenibile dal punto di vista finanziario e che, tra le varie cose, non ha permesso il rinnovo di Messi. Sempre per la Superlega, i tifosi e i soci sono entrati in scontro con la società, che ha deciso di rinviare il voto una volta ottenuti dei sondaggi in direzione contraria a un sistema di competizioni elitario e acceleratore. E i tifosi, secondo una nuova indagine, sarebbero stati letteralmente messi in pericolo nelle partite al Camp Nou. Secondo il giornale catalano La Vanguardia, dall'inizio del 2019 fino all'autunno del 2020, in occasione di ben 21 partite consecutive, il Barcellona, già allora in nette difficoltà finanziarie, ha deciso di aprire tutti i settori al pubblico (quando e per quanto possibile, date le varie misure antiCovid), nonostante il club fosse ben consapevole del fatto che ci fossero ben 128 danni strutturali, di cui 44 classificati come urgenti: alcuni pezzi di cemento sarebbero potuti crollare da un momento all'altro in zone di passaggio: non una cosa da poco conto se si considera che il Camp Nou può ospitare fino a 100mila spettatori. Solo all'inizio del 2021 sono stati stanziati quasi due miliardi per l'adeguamento delle strutture.