Il presidente del Coni Giovanni Malagò ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera per presentare le Olimpiadi di Tokyo, commentare la vittoria dell'Europeo da parte dell'Italia di Mancini e della riapertura degli stadi. Ecco uno stralcio delle sue parole.

Le Olimpiadi
"Come le sto vivendo? Come se fossi un atleta, con la stessa carica di chi ha lavorato anni e adesso ha di fronte la competizione. Questo sul piano sentimentale. È una Olimpiade diversa, questo è poco ma sicuro. Ma è l'Olimpiade più importante della storia, perché il fatto che si disputi, che si faccia, ha salvato il principio, il valore, l'evento, ha salvato l'Olimpiade. Niente pubblico? Nella vita, e anche nello sport, ci sono momenti in cui non si deve giudicare il valore assoluto di un fatto, di un evento, ma quale sarebbe stata l'alternativa se quel fatto, quella esperienza non si fosse realizzata: credo di aver detto tutto".

L'Europeo
"È il miglior spot che avremmo potuto avere: dobbiamo cavalcare questa onda di entusiasmo e passione. L'immagine? Non ho alcun dubbio: l'abbraccio Mancini-Vialli, c'è la sintesi della vita. Ma attenzione, torniamo al discorso di prima: c'è la competenza. Lo sport deve essere fatto e gestito da chi è competente".

Stadi aperti
"Il calcio chiede stadi aperti al 100 per cento. Là dove non sarà possibile ritornare a una normalità negli stadi di calcio e negli impianti sportivi, bisognerà far fronte con misure alternative al calo pazzesco dei ricavi".