Ci sarà anche il presidente Mattarella domenica sera a Wembley, per assistere alla finale dell'Europeo tra Inghilterra e Italia, e non tutti lo vogliono: poche ore dopo l'annuncio è diventato trend topic su Twitter l'hashtag #PresidenteRestiACasa. Un po' per scaramanzia - nonostante le foto di Sandro Pertini che esulta allo stadio, alla finale di Spagna '82, chi va solo per la finale difficilmente porta bene - un po' per l'aumento dei casi della variante Delta, che preoccupa: tanti i tweet semiseri, tra la separazione tra Stato e Chiesa - con foto dell'attaccante della Nazionale - al viso di Mattarella messo sul corpo di Bonucci, nel momento in cui quel genio di steward voleva allontanarlo dal campo convinto che fosse un invasore con la maglia dell'Italia. Proprio per il timore della variante Delta i tifosi che potranno andare dall'Italia - la Federcalcio aveva organizzato una trasferta con mille posti, ma i termini per aderire sono già scaduti - dovranno utilizzare charter e trasporti dedicati, con soggiorno a Londra inferiore alle 12 ore, tamponi prima e dopo, e isolamento fiduciario al ritorno. E forse anche per quello - ma nessuno lo ha ammesso pubblicamente, la motivazione ufficiale era che si voleva fare ricorso alle eccellenti strutture del Centro Tecnico Federale - la Nazionale tra una semifinale a Wembley e una finale nello stesso stadio è tornata ad allenarsi a Coverciano, a costo di arrivare alle 5 del mattino. Ieri allenamento pomeridiano, alle 19, oggi lo stesso, domani alle 11 partenza in charter per Londra, e il trasferimento in albergo. E domenica sera tutti a Wembley, davanti a 60.000 spettatori: c'era la possibilità di ampliare la capienza dell'impianto, ma, come ha dichiarato un portavoce del Primo Ministro: «Non c'è nessun piano per farlo». Lo stadio di Wembley, casa della nazionale inglese, inaugurato nel 2007, dopo la demolizione di quello inaugurato nel 1924, ha 90.000 posti a sedere, il secondo impianto più capiente d'Europa dopo il Camp Nou di Barcellona.

Parla Verratti

Prima dell'allenamento, la conferenza stampa: ieri è toccato a Marco Verratti. «Sarà una finale e ovviamente tutte e due le squadre vorranno vincere - ha dichiarato il centrocampista abruzzese del Paris Saint-Germain - chiunque giocherà sono sicuro che disputerà una grande partita: perché la finale di un Europeo è un evento che, purtroppo, non si sa se ricapiterà ancora nell'arco di una carriera. Sono felice di poter affrontare una grande squadra come quella inglese in uno stadio così prestigioso come Wembley: sarà una partita che diventerà storica». Proprio contro gli inglesi Verratti aveva esordito in Nazionale, a neppure vent'anni, il 15 agosto 2012. «L'Inghilterra è una squadra molto fisica, con giocatori tecnicamente molto bravi. Per di più giocheranno in casa. Hanno un grande equilibrio di squadra, dimostrato dal fatto che hanno subito soltanto una rete in 6 partite. La sfida potrà essere decisa dal nostro centrocampo? È lì che dobbiamo fare la differenza e dare ritmo. Chiellini e Bonucci sono due giocatori straordinari, che più passano gli anni più diventano forti. Con loro ci sentiamo sempre al sicuro e permettono ai noi centrocampisti di andare in avanti a pressare, ben sapendo che dietro ci sono loro». Chiusura sui tifosi, che hanno riempito i maxischermi in tutta Italia: «Vedere la gente nelle piazze, il loro attaccamento al tricolore, ti dà maggiore forza e spinta, per non avere rimpianti dopo. Una finale è un evento unico, che si porta dietro una grande pressione. Non c'è bisogno di caricare i giocatori e forse il segreto è proprio questo: scordarsi tutto il resto e cercare di giocare nella maniera più ‘spensierata' possibile».

Le parole di Chiellini

«La finale è un sogno che abbiamo coltivato in questi anni - ha dichiarato Chiellini al sito dell'Uefa - e che il mister ci ha inculcato nella testa fino a farlo diventare realtà. Paradossalmente forse anche noi all'inizio lo prendevamo quasi per matto. Un centimetro alla volta e adesso manca l'ultimo. Onestamente nelle previsioni post girone pensavo di incontrare la Francia al posto della Spagna, perché la vedevo come grande favorita, era un gradino sopra le altre. Avevo considerato subito l'Inghilterra come una seria candidata per il titolo perché ha qualità, fisicità e l'ho subito trovata una squadra solida e organizzata. Ha giocato partite ordinate, non scintillanti come altre squadre. Non dimentichiamoci che al Mondiale sono usciti in semifinale per episodi e potevano tranquillamente arrivare fino in fondo. La squadra che ci ha messo più in difficoltà, credo sia evidente, è stata la Spagna. Contro Kane sarà difficilissimo. Se andate a ripescare vecchie interviste, vedete che lui mi è sempre piaciuto tanto. Mi ricordo ancora una delle sue prime esperienze in nazionale, a Torino contro l'Inghilterra: già mi fece una grandissima impressione. Un giocatore completo, sa venir fuori, sa mandare in gol gli altri attaccanti, fa gol di testa, fa gol da lontano, fa gol da vicino. Ha in panchina giocatori che potrebbero tranquillamente essere tutti titolari di una squadra che vince l'Europeo».