Divertente, semplice e autoironico. È questo l'Andrea Dianetti che conosciamo. Soprattutto dal suo profilo Instagram, improntato sulla risata e sulla qualità artistica. Ma Andrea è anche un ragazzo motivato da una passione, quella per la recitazione, e da una fede calcistica, a cui si è avvicinato perché altrimenti sarebbe stato "cacciato di casa da nonno".

Trent'un anni e tanti aneddoti da raccontare, tanti personaggi interpretati che hanno contribuito a creare la sua immagine. Lo rivedremo sul palco dal 3 al 21 ottobre con "Affari di Famiglia", insieme a Milena Miconi, Gabriele Carbotti e Fabrizio D'Alessio. Dal 10 dicembre, invece, si trasformerà in presentatore, con "iCrew", talent show rivolto a band e cori, insieme a Gabriele Carbotti, Martina Pinto e tanti altri.

Andrea, domani sarai al Teatro Tirso di Molina con "Affari di Famiglia". Perché vale la pena acquistare il biglietto?
«Perché c'è tutto quello che si può trovare in una commedia: risate, spunti di riflessione, cinismo, momenti di amore e tensione. Non è la classica commediola, lo assicuro». 

Si parla di famiglia, uno di quei valori che, ad oggi, sembrano essere stati ridotti in fumo...
«Per me la famiglia è importante. Tanto, forse troppo. Condiziona molto le scelte della mia vita, me ne rendo conto tutti i giorni, ma il bene che provo per loro è immenso, quindi va bene così. È giusto che sia così».

Nello spettacolo chi sei?
«Diciamo che nello spettacolo si vedranno due famiglie, totalmente diverse, che arriveranno a incrociare le loro vite per motivi di vario genere, portandosi così all'autodistruzione. Stavolta mi trovo a interpretare per la prima volta il "cattivo", era anche ora!».

E il resto del cast?
«Con Gabriele Carbotti e Fabrizio D'Alessio ci lavoro ormai da anni, abbiamo anche fondato una compagnia, si chama "mainagioia Spettacoli", quindi mi trovo benissimo come immaginerete. Milena Miconi è stata una bella scoperta, davvero… e poi è stato anche curioso scoprire che c'è qualcuno che sta al telefono più di me. Comunque davvero una persona deliziosa».

Torniamo indietro nel tempo. Andrea da piccolo che mestiere sognava di fare?
«A parte la brevissima parentesi "astronauta, carabiniere, pompiere, supereroe", direi che ho sempre voluto fare questo, quindi posso ritenermi molto fortunato. Ricordo ancora il mio primo spettacolo, l'esordio. È stato ben diciassette anni fa, e bene sì, in un teatro di parrocchia, davvero un'emozione forte che non scorderò mai. Avevo sì e no sette battute, mi sembravano infinite».

Un altro progetto su cui hai lavorato in questo periodo è "iCrew", il talent show che andrà in onda nel periodo natalizio su La5. Che cosa ci aspetta?
«Presentare un programma televisivo è una gioia immensa, è stata dura, richiedeva molta concentrazione, ma è stato bellissimo. Davvero. Vi aspettano meravigliose coreografie di gruppo, tanta passione, e qualche risata».

Andrea e i social network 
«Oramai i social hanno un valore fondamentale per il mercato del lavoro, spostano di netto l'asticella. La qualità ahimè spesso sul web va perdendosi, si pensa più alla semplice viralità. Però è anche vero che spesso ci regala perle di genialità assoluta. In sintesi andrebbe usato bene, e con intelligenza, come tutte le cose d'altronde».

Andrea e Roma. Piatto romano preferito? 
«Direi decisamente la gricia (matriciana in bianco per chi non lo sapesse). Ma di cose buone ce ne sono tante, forse troppe nella nostra splendida città».

Andrea e La Roma 
«Ecco, diciamo che io e il calcio abbiamo un rapporto molto distaccato, io sono romanista, ma più perché altrimenti sarei stato cacciato di casa da mio nonno. Quindi mi è più stata imposta come una religione, non a caso si dice… "fede" calcistica».

Ti sei fatto un'idea sul periodo di crisi (che è stato interrotto da una vittoria importante)che sta vivendo la nostra squadra?
«Da qual poco che ho imparato di calcio negli anni, mi viene da pensare che spesso si pensa troppo a vendere per fare cassa, e poi ci si ritrova senza elementi fondamentali per la vittoria. Comunque intanto, il derby lo abbiamo portato a casa. Speriamo sia di buon auspicio per il futuro».