«Cari amici, siamo sotto ricatto», inizia così il post pubblicato, prima sulla pagina Facebook e poi su quella Instagram, dai Ragazzi del Cinema America. Una vera richiesta d'aiuto rivolta a tutti, per cercare di salvare il Cinema in Piazza che vive nelle arene di San Cosimato, della Cervelletta e di Ostia. I ragazzi avevano annunciato qualche giorno fa l'atteso ritorno nonostante la pandemia ma ad ora è di nuovo fortemente a rischio l'inizio della stagione.

«Scriviamo questo appello - spiegano - per chiedere aiuto. Ci stanno costringendo ad annullare la stagione estiva. Il motivo? La lobby dei distributori e delle catene di multiplex sta bloccando le concessioni dei film perché da tre anni vuole costringerci a rendere l'evento a pagamento. I protagonisti di questo attacco sono chiari e identificabili: l'ANICA, presieduta dall'ex sindaco di Roma ed ex Ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli, e l'ANEC, rispettivamente associazioni di categoria dei distributori e dei gestori di sale».

Nel post spiegano quale è di fatto attualmente la situazione: «Di oltre 140 film richiesti alle case di produzione abbiamo ricevuto più di 120 risposte negative. Non ci autorizzano nemmeno i film RAI di autori italiani. Siamo senza film, costretti a chiedere il vostro aiuto». Un'accusa precisa quella mossa nei confronti del Cinema America: «Ci accusano di fare concorrenza sleale».

Ma i ragazzi specificano chiaramente di aver sempre proiettato film che hanno concluso il loro periodo di sfruttamento commerciale in sala. «Davvero volete farci credere che "Una giornata particolare" metta in crisi "Avengers" al botteghino? Il nostro evento è gratuito per chi ne fruisce, ma non per l'industria cinematografica, perché ogni estate paghiamo tra i 55.000 e gli 80.000 euro di compensi ai distributori per le proiezioni. Con noi un crescente ostracismo».

Cari amici, siamo sotto ricatto. Scriviamo questo appello per chiedere aiuto a ciascuno di voi. Ci stanno costringendo...

Pubblicato da I ragazzi del Cinema America su Martedì 9 giugno 2020

Sempre nello stesso post, i ragazzi sottolineano che i distributori non autorizzeranno i film poiché ricevono sovvenzioni pubbliche: «Sì, le percepiamo e possiamo giocare a carte scoperte: il nostro evento, organizzato da una no-profit quale siamo, ha un costo complessivo di circa 600.000 euro a stagione. Di questi, 300.000 sono sostenuti da finanziamenti pubblici, mentre i restanti 300.000 vengono sostenuti da sponsor privati, incassi del bar e donazioni per le magliette».

Infine un ultimo appello con l'invito a condividere la loro battaglia: «Noi vogliamo regole di mercato sane e giuste valide per tutti. Da sempre agiamo locale e pensiamo globale. Vogliamo difendere anche la libertà di realtà meno conosciute di noi. C'è bisogno di servizi gratuiti per la cittadinanza».