Torna a colorare la Capitale, con la potenza e la profondità delle sue opere, lo street artist bolognese Blu. Il suo nuovo murales è apparso in via Ciciliano, quartiere Ponte Mammolo, e porta in alto un titolo che è la chiave di volta dell'opera intera, "Càpita". Una denuncia sociale, ma anche politica. Un modo per far sentire la propria voce, per raccontare una realtà, quella nella quale tutti noi viviamo ogni giorno, attraverso una forma d'arte decisamente accattivante e coinvolgente. Guardare il murales di Blu vuol dire salire su uno di quei giochi per bambini nei quali il divertimento è perdersi, per poi trovare sempre una via di uscita, che sia su un tappeto morbido o in un mare di palline colorate. È stato realizzato con la rodata tecnica di Blu che usa attrezzatura da arrampicata per calarsi dall'alto, in collaborazione con il Comitato Mammut, gruppo autogestito di abitanti di Ponte Mammolo. Si tratta di una realtà nata spontaneamente quattro anni fa, senza finanziamenti né parentele partitiche, e già nel 2015 lo street artist aveva realizzato un'opera lungo la stessa strada.

Differenze sociali

Lo street artist affronta sempre nelle sue rappresentazioni tematiche importanti, relative alla società e alla politica. Ed è proprio in virtù di questo che, pur rimanendo anonimo, ha raccolto tanto successo a livello internazionale. In questo caso è stato rappresentato un groviglio di tubi e scivoli colorati, come si trattasse di un gioco del luna park, lungo i quali si vedono scendere tanti omini, tutti uguali tra loro, almeno finchè non arrivano alla fine. Qui, da un lato c'è una fogna, maleodorante e scura, dall'altro una splendida piscina in cui trovarsi in panciolle, tra banconote e cocktail, spaparanzati al sole. Già da questa descrizione è chiaro a tutti il significato del murales. Blu vuole denunciare le diseguaglianze sociali, quelle che portano un'esigua parte della popolazione a godere dell'acqua cristallina della piscina e tutti gli altri a cadere nel fango, nel tanfo dal colore poco rassicuramente, dove tutto è opaco, tutto è incerto, tutto è difficile, anche risalire. Il lusso e la miseria. La ricchezza e la povertà. La grande opposizione che governa il mondo moderno, inserita all'interno di una scena tetra che, come dichiara il titolo stesso, incarna l'idea del caso o forse quella più fatalista del destino. Rappresentata anche l'ingiustizia, causa di tante delle diseguaglianze sociali ed economiche della nostra società. A incarnarla sono gli uomini in uniforme che con i piedi schiacciano le mani di chi cerca di risalire dalla melma, spingendoli ancora più in basso oppure con il forcone tengono lontani questi stessi omini, sprofondati nella disperazione del proprio destino.

Parola al comitato

«I murales sulle facciate dei lotti, oltre al loro enorme valore artistico, si inseriscono in questa dinamica di azione quotidiana per migliorare le condizioni del quartiere e di chi ci abita, vero motore del Comitato in tutte le sue attività», si legge sulla pagina Facebook del Comitato Mammut. «Anche stavolta i murales sono stati realizzati da alcuni artisti che credono nel nostro progetto, tra cui Blu, in maniera totalmente autogestita e autofinanziata, con il rimborso del solo costo dei materiali. Un tocco di colore in un quartiere grigio non solo nell'estetica, ma anche nell'emergenza abitativa, nella carenza di servizi, nella disoccupazione, nella scarsità di spazi verdi e di socialità».