Sarebbe piaciuta all'ex presidente Berlusconi la tabella del minutaggio del Milan 2020-21: i due intoccabili sono due ragazzi del vivaio rossonero, come nello squadrone che dominava l'Europa negli Anni 80. Il Milan attuale non domina neppure in Italia (lo scudetto, da possibilità concreta è diventato solo una speranza dopo le 2 sconfitte nelle ultime 2 uscite di campionato, con Spezia e Inter, che diventano 3 su 5 mettendoci dentro anche il ko con l'Atalanta del 23 gennaio) ma qualche bandiera riesce ancora a costruirsela in casa: Gigio Donnarumma ha festeggiato i 22 anni in settimana e ha già 200 presenze in serie A, una vera enormità. Tanto che il portiere di Castellammare di Stabia, che ha debuttato grazie a Mihajlovic, che lo lanciò in serie A a 16 anni nel 2015, se rimanesse tutta la carriera in Italia farebbe in tempo a battere il record assoluto di presenze nel nostro campionato, che Buffon, giocando contro il Crotone lunedì scorso, ha migliorato ulteriormente, portandolo a 654 (secondo Maldini a 647, terzo Totti a 619).

Quest'anno Donnarumma II ha giocato 22 partite su 23, unica eccezione proprio l'andata con la Roma, quando aveva il Covid, e Pioli schierò tra i pali il 34enne Tatarusanu, che incassò tre gol, tenendo in panchina Donnarumma I, il 30enne tornato alla base per fare il terzo, su richiesta del fenomeno di casa. Che deve rinnovare il contratto, e tanto per cambiare la trattativa non sarà per nulla facile: se dovesse andar via, il Milan, in attesa di capire che piega prenderà la carriera di Daniel Maldini - 19 anni e 7 apparizioni in serie A, categoria in cui ha debuttato un annetto fa - ha già pronta la bandiera di riserva, Davide Calabria, che non ha mai lasciato la maglia del Milan, neppure per andare in prestito.

Ha tre anni in più rispetto a Donnarumma, e in serie A ha giocato decisamente meno, 113 presenze, però quest'anno è di colpo diventato un inamovibile: dopo il portiere (1.980') è il giocatore con più minuti in campionato (1.942'), precedendo Kessie (1.902'), Theo Hernandez (1.800'), Alessio Romagnoli, un romano (o quasi: è di Anzio) diventato capitano a Milano e Calhanoglu (rispettivamente 1.620' e 1.588'). Come tutti i terzini Calabria ha cambiato fascia in caso di necessità, ma quest'anno, proprio contro la Juve, Pioli lo ha schierato anche in mediana, e lui non ha sfigurato. Capocannoniere, neanche a dirlo, è Ibra, 14 gol in 13 partite, poi Kessie, 7 tirando i rigori, Leao (5), Theo Hernandez e Rebic (4).