"La Figc valuti lo stop immediato della Serie A", ha scritto in una nota il Ministro dello Sport Spadafora. E non si è limitato a quello: con una telefonata ha bloccato Parma e Spal che erano entrate sul terreno di gioco del Tardini e la gara è stata rimandata di almeno 30 minuti. Lo scenario per il quale l'emergenza Coronavirus avrebbe potuto portare all'effettivo stop al campionato italiano prende forma in queste ore.

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13.10 - Ufficiale: Parma-Spal si gioca, calcio d'inizio fissato per le 13.45.

12.25 - A pochissimo dal calcio d'inizio di Parma Spal le squadre sono state richiamate negli spogliatoi

Il messaggio di Spadafora

"Condivido le dichiarazioni di Damiano Tommasi - ha scritto Spadafora, riferendosi al ripetuto appello del presidente Aic per fermare le attività sportive con tanto di lettera al Presidente del Consiglio Conte - e mi unisco alla sua richiesta. Non ha senso in questo momento, mentre chiediamo enormi sacrifici ai cittadini per impedire la diffusione del contagio, mettere a rischio la salute dei giocatori, degli arbitri, dei tecnici, dei tifosi che sicuramente si raduneranno per vedere le partite, solo per non sospendere temporaneamente il calcio e intaccare gli interessi che ruotano attorno ad esso. Altre Federazioni hanno saggiamente optato per uno stop per i prossimi giorni. Credo sia dovere del presidente della FIGC, Gravina, un supplemento di riflessione, senza attendere il primo caso di contagio, prima di assumersi questa gravosa responsabilità.

"Del resto - ha proseguito il Ministro -  ancora prima che la situazione diventasse così drammatica per il Paese, la Lega di Serie A e Sky si erano già rifiutate di concedere a migliaia di italiani, costretti loro malgrado a restare a casa, di poter vedere in chiaro le partite, nascondendosi dietro presunte difficoltà normative che con l'autentica disponibilità di tutti si sarebbero potute ampiamente superare. Nei vari contatti di ieri, infatti, anche grazie alla collaborazione di Rai e Mediaset, si era arrivati vicini ad una soluzione equa per tutti gli attori e soprattutto di grande conforto per i tanti cittadini appassionati di calcio. E invece sono prevalsi gli interessi economici di realtà che pretendono di godere da sempre di un trattamento privilegiato e che vivono ormai fuori dalla realtà. Le società di calcio piuttosto valutino come superare le clausole vessatorie già all'attenzione dell'Antitrust per provvedere al rimborso degli abbonamenti e dei biglietti venduti per le prossime partite. Prenderó in considerazione nei prossimi giorni ogni iniziava utile anche legislativa per mettere ordine in un mondo che rischia di non rappresentare più valori etici e morali ai quali vorremmo che si ispirasse sempre".