Quando non c'è si vede. Si sente, soprattutto. Lo sentono anche i compagni. Kostas Manolas è sempre più un punto fermo della Roma di Di Francesco. Da che ha rifiutato i rubli dello Zenit, s'è tuffato in una specie di piscina di romanismo, con quegli occhi da pazzo di Roma-Barcellona di cui si parlerà anche tra vent'anni. Manolas fa bene a questa Roma, che quando lui non c'è traballa. Non che non abbia avuto amnesie anche lui dall'inizio della stagione, specialmente quando la squadra sembrava aver toccato il fondo. Nel disastro casalingo contro la Spal è però rimasto a guardare, perché Di Francesco, dopo averlo "spremuto" sempre per 90 minuti dall'inizio in tutte le gare ufficiali (tranne col Frosinone, dove tutto era andato per il verso giusto e l'aveva sostituito a metà tempo per motivi precauzionali), lo aveva tenuto a riposo in vista soprattutto del doppio impegno ravvicinato con CSKA e Napoli.

È andata male con i ferraresi, perché Fazio e Marcano, oltre ad essere abbastanza simili nelle caratteristiche, hanno imbroccato la giornata sbagliata. Onestamente, anche con il greco in campo, non era andata benissimo nemmeno nelle cinque partite incriminate (gara di Champions League a Madrid inclusa) con Atalanta, Milan,Chievo e Bologna. Lo sbandamento era stato collettivo, ma Kostantinos da Naxos aveva retto quanto aveva potuto. Aveva dormito, eccome, durante l'esordio in casa di campionato contro l'Atalanta, spianando autostrade a Rigoni e compagni, ma aveva quantomeno reagito, segnando a dieci minuti dalla fine lui stesso il gol del 3-3 nella "rimontina" della Roma sui nerazzurri. Poi, soprattutto dal derby in avanti qualcosa è scattato nella sua testa e le prestazioni sono migliorate.

Sarà che con la Spal non ha giocato e che al momento è imbattuto da Roma-Frosinone, ma sicuramente è il più lucido della difesa. A lui Di Francesco si affiderà oggi per contrastare la velocità degli attaccanti della squadra di Ancelotti. Ma stavolta, con tutta probabilità non a Fazio, che soprattutto con la presenza di Milik tra gli avversari potrebbe tornare utile, ma vive un momento di appannamento. L'argentino è forse il meno brillante dei titolari in questo periodo ecco perché c'è più di una porta aperta per Juan Jesus, un altro che fa della velocità la dote migliore. Il brasiliano con Manolas formerebbe una coppia velocissima, garantendo Di Fra nei recuperi soprattutto ma tralasciando qualcosa in fase di impostazione.