Più di sette mesi. Da tanto dura l'imbattabilità interna del Napoli, che ha perso l'ultima volta al San Paolo proprio contro la Roma. Da allora il ruolino di marcia degli azzurri fra le mura amiche recita otto vittorie e un pareggio. Praticamente inarrestabile in casa la squadra che è stata di Sarri e adesso è guidata da Ancelotti (la serie è a cavallo fra le stagioni con i due diversi tecnici). Eppure i giallorossi sono riusciti a violare l'impianto di Fuorigrotta con un poker imponente. Addirittura bissando un successo già ottenuto nella stagione precedente, quando con Spalletti in panchina la Roma espugnò il campo napoletano grazie a una doppietta di Dzeko e a un gol di Salah. Lo stesso bosniaco si è confermato bestia nera degli azzurri (a loro ha segnato quattro reti, più che a qualsiasi altra squadra in Serie A) il 3 marzo scorso, quando ancora due suoi gol hanno capovolto l'esito della sfida. Che resta l'ultima vinta in rimonta in campionato.

In quell'occasione i padroni di casa andarono in vantaggio dopo una manciata di minuti dal fischio d'inizio, sperando forse in un match tutto in discesa. Sogni di gloria sopiti però immediatamente dall'istantaneo pareggio di Ünder, che grazie a una deviazione di Mario Rui lasciò impietrito l'allora portiere azzurro Reina. Gara rimessa in corsa e da lì in poi Edin in cattedra. Prima un colpo di testa dopo una sospensione tale da sfidare le leggi della fisica; poi un gran sinistro a giro dal limite dell'area a chiudere ogni velleità di rimonta del Napoli. Prima ancora del punto esclamativo sulla gara, firmato da un Diego sì, ma vestito di giallorosso: Perotti. La partita finì poi 4-2, lasciando impietrito il San Paolo che quella sera diede addio ai sogni tricolori, e rilanciando una Roma anche allora altalenante. Ma con maggiore fiducia da lì in poi.